La
rosa viene arricchita di due giocatori, Franzoni e Inselvini, che portano il totale a 17, un numero
che non porterà sfortuna.
Settembre e ottobre vedono la Lazio sia in campionato che in coppa Uefa. Il primo turno europeo
vede i biancocelesti superare all'Olimpico il Sion, con tre gol di Chinaglia. Nel ritorno, in Svizzera
la rete della sicurezza e la successiva tripletta degli avversari è ininfluente. Chinaglia trova
comunque motivo per innescare la prima lite con Martini.
In campionato la Lazio comincia vincendo a Vicenza, passando in vantaggio nei primi minuti e arrotondando
lo score nel secondo tempo. Una settimana dopo affronta la Samp, che deve recuperare tre punti di
penalizzazione, e la batte col primo gol di Pino Wilson. Questa partita segna il debutto di Vincenzo
D'Amico.
All'andata del secondo Uefa l'Ipswich, avversario inglese, rifila quattro gol a Pulici. I nervi sono
tesi al ritorno in Italia, Chinaglia se la prende col terzino Facco, reo di aver fatto segnare quattro
volte l'ariete Whymark, e per la trasferta con la Juve chiede il ritorno in squadra di Petrelli.
Finisce 3-1 per i bianconeri, autori di un gran secondo tempo, dopo che il primo, dominato dai Laziali
si era chiuso con un gol di Chinaglia.
In testa si crea un gruppone di sei squadre. Comincia un periodo di flessione, con due pareggi in
bianco a Firenze e Cesena e la famigerata partita di ritorno di Coppa Uefa.
La Lazio all'intervallo ha recuperato due gol su quattro, ma l'arbitro concende un rigore dubbio
che virtualmente elimina i biancocelesti. Scoppiano incidenti sugli spalti, qualcuno nel tunnel
colpisce l'arbitro, e, nei mesi successivi, l'Uefa squalificherà la Lazio per un anno dalle competizioni
europee.
Chinaglia prende parte, favorendo il gol di Capello, all'impresa dell'Italia a Wembley, ma il clima è
teso poichè la Lazio ora è seconda dietro il Napoli. Arriva a Roma l'Inter che, nella gara che consacra
D'Amico a centrocampo strappa un'ingiusto pareggio.
Passata la bonaccia, la squadra si scatena: sei vittorie consecutive ed un primato che non lascerà più.
Nella rete cadono il Cagliari, la Roma che, nonostante il vantaggio iniziale, si lascia rimontare e
scivola all'ultimo posto in classifica; il Milan, superato all'ultimo minuto da un gol di ReCecconi;
l'altra capolista, il Napoli che, fino al gol di Chinaglia era imbattuto; il Verona, nella trasferta
che vale il primato solitario.
L'ambiente si surriscalda, ormai le sfuriate di Chinaglia sono all'ordine del giorno, anzi fanno bene.
Ne fanno le spese Frustalupi, accusato da Giorgione di fornire pochi assist, ReCecconi e Martini.
Alla tredicesima il Torino con Graziani, espugna l'Olimpico; non succedeva da 40 partite consecutive
e la sconfitta permette l'aggancio della Juventus. Comunque la vittoria a Foggia e il 4 a 0 al Bologna,
col primo gol di D'Amico, valgono il titolo di Campione d'Inverno con tre punti di vantaggio.
Il ritorno comincia con un'inattesa sconfitta contro l'ultima in classifica che causa un'altra polemica
di Chinaglia con i compagni. Poi arriva la Juve, che in classifica segue a due punti.
La Lazio parte in quarta e alla mezz'ora è già sul 2-0; nonostante due rigori fischiati contro, di cui
uno fallito, i biancocelesti s'impongono per 3 a 1.
Vanno ad impattare a Firenze, dove riescono a pareggiare con un rigore di Chinaglia, nonostante si
trovino in 10 e sotto di un gol. Dopo aver battuto il Cesena, con il primo gol di Nanni, la Lazio
perde a Milano. L'Inter chiude la partita già nel primo tempo e accade l'episodio del calcio nel sedere
di Chinaglia a D'Amico, reo di aver sorriso ad uno svarione del compagno. Giorgione si riscatta con
una doppietta al Cagliari e con un gol su rigore che decide il secondo derby.
I romanisti vedono ancora la Lazio rimontare l'iniziale vantaggio giallorosso, e, al termine dell'incontro
bersagliano i giocatori dalle tribune, provocando Chinaglia, che risponde alla sua maniera, invitando
uno per uno i tifosi ad affrontarlo.
Lo scontro al vertice tra Napoli e Lazio, terminato in pareggio, candida la Juventus che si riporta
a -3, come rivale del titolo.
All'Olimpico scende il Verona che, al riposo, si ritrova in vantaggio per 2 a 1. Chinaglia e Wilson
tengono i compagni per un quarto d'ora seduti in silenzio a centrocampo. La determinazione che ne risulta
fa scaturire i tre gol del 4 a 2 finale. La Lazio ha ora quattro punti di vantaggio, che scendono a
tre dopo il pareggio a reti bianche a Milano contro il Milan. Rimangono tre anche dopo il pareggio sul
Genoa e la sconfitta col Torino, grazie anche alla Roma che, all'Olimpico, stavolta, supera 3 a 2
i bianconeri e concede il match-point ai Laziali.
L'apoteosi finale avviene in casa con il Foggia, un rigore di Chinaglia, dopo un'ora di gioco timoroso,
regala ai tifosi la gioia più grande.
Giorgione chiude con 24 gol ed è capocannoniere del torneo. Nel bene e nel male ha firmato la stagione
e vola in Germania, convocato per i Mondiali, dove manderà a quel paese il C.T. azzurro Valcareggi.
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