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Breve storia della Grande Lazio
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L'idea Lazio Adua. Etiopia. Primo marzo 1896. Sedicimila soldati italiani, comandati dal generale Oreste Baratieri, tentano un attacco disperato contro i settantamila uomini di Menelik. E' la disfatta. E' la fine dell'avventura coloniale voluta da Francesco Crispi. Per le truppe del Generale Baratieri è il tempo della drammatica ritirata. Tra gli scampati alla battaglia, che lasciò sul campo settemila soldati italiani, il sottufficiale romano dei bersaglieri Luigi Bigiarelli. |
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In Italia con la fine dell'era espansionistica del Ministero Crispi si avverte una condizione di vuoto,
si avverte il bisogno di nuovi ideali e punti di riferimento. Lo sport è una risposta. Lungo le rive del
Tevere fioriscono circoli esclusivi aperti alla sola nobiltà, all'intellighenzia, alla cultura. Canottieri Remo,
Canottieri Aniene, Rari Nantes Roma, Canottieri Tevere, La Romana. Per i giovani le possibilità sono
soltanto due: il capannone dei fratelli Talacchi e, sotto ponte Margherita, un altro capannone dal nome
curioso: Pippa Nera. Sono espressioni di uno spirito sportivo ancora disorganizzato ma intenso, appassionato. Al Pippa Nera i ragazzi sono tanti, tra loro un volto familiare: è Luigi Bigiarelli. Lo accompagnano otto inseparabili amici: il fratello Giacomo, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones, Enrico Venier. | |
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La nascita del mito 9 Gennaio 1900. E’ l’inizio del secolo, quindi uno speciale Anno Santo. In una Roma che si muove tra le antiche carrozze e il primo tram elettrico, i nove giovani amici, capeggiati da Luigi Bigiarelli, fondano la Società Podistica Lazio, sopra una panchina del lungotevere, di fronte a Piazza della Libertà. "Roma non si può chiamare, diamogli un nome più grande, in cui Roma è compresa: Lazio". La proposta di Bigiarelli viene accolta con entusiasmo dai ragazzi: "I colori si ispireranno alla Grecia, la patria delle Olimpiadi. Bianco e Celeste" ... I primi due anni di vita, Bigiarelli e compagni li passano partecipando alle gare podistiche di tutta la regione. Poi nel 1902, tal Bruto Seghettini , socio del Racing Club di Parigi, fa conoscere il pallone ai soci della società biancoceleste. L’idea conquista immediatamente i ragazzi, che iniziano a diffondere il calcio a Roma, diventando imbattibili. La loro fama attraversa i confini regionali, tanto che la Lazio viene invitata a Pisa per disputare la finale del primo campionato centromeridionale contro la vincente di un torneo al quale presero parte il Pisa, il Livorno e il Lucca, vincitrici dei rispettivi gironi locali. E’ il Giugno del 1907 e la truppa biancoceleste, capitanata da Sante Ancherani arriva in treno alla stazione di Pisa: deve affrontare tre incontri in un solo giorno. In una giornata memorabile la Lazio vince tutte e tre le partite: Lazio - Lucca 3-0; Lazio - Pisa 4-0; Lazio - Livorno 1-0. |
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Da Piola alla prima Coppa Italia Negli anni trenta la Lazio è da vertice: ci gioca il più grande attaccante italiano di tutti i tempi, colui che con 143 reti detiene un record di segnature difficilmente uguagliabile, Silvio Piola. Il primo trofeo, però, arriva solo nel 1958: la Lazio di Bernardini allenatore e Lovati capitano vince la Coppa Italia battendo in finale la Fiorentina grazie ad un gol di Prini. |
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La Brigata Chinaglia La seconda vittoria sedici anni dopo: é il 1974 quando la banda di Maestrelli, dopo averlo sfiorato l’anno prima e solo due anni dopo il ritorno in serie A, vince lo scudetto grazie ad una stagione strepitosa. Mitica la formazione: Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico. |
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Gli anni di Piombo Gli anni successivi allo scudetto, fino all’avvento di Cragnotti, sono costellati da innumerevoli peripezie e disgrazie, dalla malattia e poi la morte di Maestrelli alla partenza di Chinaglia per gli Usa, dalla tragica fine di Re Cecconi al calcio scommesse, dal ritorno di Chinaglia come Presidente, fino agli spareggi per evitare la serie C. Ma nella tormentata storia laziale tornerà a splendere il sole, con il ritorno in serie guidati da Eugenio Fascetti che appena un'anno prima aveva allenato la lazio del -9. In serie "A" dopo la parentesi Materazzi ad allenare la Lazio arriverà il mito del calcio italiano Dino Zoff, che in futuro diverrà un vero e proprio simbolo della società biancoceleste. |
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L'era Cragnotti La Lazio con Calleri presidente, dunque torna in serie e con l'avvento di Cragnotti, conosce uno dei più grandi campioni del calcio italiano, Giuseppe Signori, per tre volte capocannoniere del campionato italiano. Un record. Cragnotti porta alla Lazio altri campioni e le regala l'Europa, dove dopo vari tentativi centra la sua prima finale, purtroppo sfortunata con l'Inter il 6 maggio 1998, ma in quello stesso anno la Lazio torna finalmente a vincere un Trofeo: si tratta della Coppa Italia vinta proprio davanti al proprio pubblico il 29 Aprile 1998, nella partita di ritorno contro il Milan. La stagione 1998/99 inzia il 29 Agosto 1998 con l'arrivo di altri grandi campioni quali Vieri, Salas e Stankovic e con il secondo Trofeo che dopo pochi mesi va ad arricchire la bacheca della Società. Sconfiggendo 2-1 a Torino la Juventus, i biancocelesti vincono la Supercoppa di Lega (Trofeo in palio tra la vincitrice della Coppa Italia e quella del Campionato). Quotata nel listino di Borsa in Piazza Affari dal Maggio 1998, la Società Sportiva Lazio S.p.A. diventa ben presto una grande realtà in Italia e all'estero. La Lazio conquista anche l'ultima edizione della Coppa delle Coppe a Birmingham battendo il Real Mallorca 2-1, alla fine di una stagione esaltante durante la quale è per lunghi tratti in testa alla Classifica di Serie A, perdendo lo Scudetto per un punto all'ultima giornata Arriva nel frattempo la nuova stagione 1999/2000, quella del Centenario. La Lazio è piena di nuovi campioni: nonostante la partenza di Vieri i rafforzamenti rispondono ai nomi di Veron, Sensini, Simeone e Simone Inzaghi. Pronti e via e la Lazio trionfa ancora in Europa: il 27 agosto, nello stupendo scenario di Montecarlo, gli uomini di Eriksson conquistano la Supercoppa UEFA contro il Manchester United, vincitore della Champions League 1998/99. E' l'anno del Centenario. I festeggiamenti iniziano il 9 gennaio 2000, con una bellissima festa allo Stadio Olimpico. Nel corso di una stagione difficile, intensa ed esaltante, la Lazio compete fino alla fine su tutti e tre i fronti nei quali è impegnata. Ne conquista due su tre. Fermata nel cammino fin lì trionfale in Champions League, ai Quarti di Finale dal Valencia di Claudio Lopez, la Lazio conquista all'ultima giornata il secondo Scudetto della sua storia. Al termine di una giornata pazzesca, con la |
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Juventus che perde a Perugia una partita che per via di un acquazzone rischiava
di essere interrotta alla fine del primo tempo e la Lazio che, dopo la vittoria sulla Reggina,
deve aspettare con 80 mila tifosi altri 45 minuti prima di urlare: CAMPIONI ! Tre giorni più
tardi a Milano contro l'Inter la Lazio conquista anche la Coppa Italia grazie ad uno 0-0 che
sommato alla vittoria dell'andata per 2-1 regala il terzo Trofeo stagionale. | |
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I giorni nostri La Stagione 2000-2001 dei Campioni d'Italia inizia ufficialmente l'8 Settembre 2000 con un'altra grande vittoria. La Lazio di Eriksson, con Roberto Mancini diventato il suo Vice, vince la Supercoppa di Lega battendo l'Inter allo Stadio Olimpico di Roma per 4 a 3. Si tratta della |
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settima vittoria in tre anni della Lazio di Eriksson.
Nel corso della Stagione la Lazio cambia l'allenatore: dopo tre anni e mezzo di trionfi la Lazio
e Mister Eriksson decidono in comune accordo di lasciarsi da buoni amici. Il giorno del suo
101° compleanno la Società biancoceleste, nel mezzo di una festa bellissima e commovente,
saluta tra l'ovazione di migliaia di tifosi il Mister dagli occhi di ghiaccio ma dal
cuore d'oro ed accoglie un altro grande personaggio: Dino Zoff che dichiarandosi un uomo-Lazio
smette i panni da Vice Presidente, tra l'altro da poco indossati, ed accetta l'incarico di
guidare la squadra. Nella stagione 2001-02, Alessandro Nesta lascia la Lazio, destinazione Milan,
segno che le bandiere non esistono più. Mancini la tradisce per l'Inter. Ma la Curva Nord issa la propria: Paolo Di Canio, tornato
alla Lazio per guidarla in un campionato che si annuncia difficile! Il resto è storia dei giorni nostri. | |