La Croce Celtica

La Ruota Raggiata
Gli studi di archeologia e studiosi dello spiritualismo ci hanno evidenziato la presenza in diverse stirpi antiche del culto solare e del simbolismo ad esso legato. Interessante al proposito quanto afferma M. Eliade (op.cit. pag.126): ".. fin dal 1870... (si) osservò che questo culto solare (prima creduto proprio di tutte le civiltà, n.d.A.) si trova, in realtà, soltanto in rarissime regioni del globo... Soltanto in Egitto, in Asia e nell'Europa arcaica, quello che si chiama "culto del sole" ha goduto di un favore tale... (da potersi definire, n.d.A.) preponderanza. Se consideriamo che oltre Atlantico il culto del sole si é sviluppato unicamente nel Perù e nel Messico, cioè fra i soli popoli americani "civili" e i soli che abbiano raggiunto un'autentica organizzazione politica, non si può non riconoscere una certa concordanza fra la supremazia delle ierofanie solari e i destini "storici". Si direbbe che il sole predomini dove, grazie ai re, agli eroi, agli imperi "la storia é in cammino". Ipotesi molto diverse, talora addirittura fantastiche, sono stare proposte per giustificare questo parallelismo... " ' E ancora (Pag. 153) "... Molte ierofanie arcaiche del sole si sono conservate nelle tradizioni popolari, più o meno integrate in altri sistemi religiosi. Ruote infuocate che si lanciano a valle dai colli in occasione dei solstizi, specialmente d'estate; processioni medioevali di ruote su carri o barche che risalgono ad un prototipo preistorico; uso di attaccare uomini a ruote; interdizione rituale di adoperare le ruote da filare in certe sere dell'anno (intorno al solstizio d'inverno); altre usanze ancora vive nelle società contadinesche europee (Fortuna, ruota della Fortuna, ruota dell'anno, ecc.) Sono tutte costumanze che tradiscono una struttura solare... Altri maestri dello spiritualismo hanno poi affermato l'universalità di un segno come la croce, nelle sue diverse varianti grafiche. " ... la croce é uno di quei simboli che, in for7ne diverse, si trovano quasi ovunque fin dalle epoche più remote... " (R. Guénon, li Simbolismo della Croce, op. cit. pag. Il). E in senso più generale"... ogni vero simbolo, per sua natura, é universale..." (J. Evola, Simboli della Tradizione Occidentale, op. cit.) I ritrovamenti archeologici hanno dimostrato la grande diffusione della variante della croce inscritta nella circonferenza o ruota raggiata, simbolo del mondo diffusissimo fin dalla più remota preistoria: le rappresentazioni grafiche di questo segno-isolato o tenuto in alto da un portatore o su un carro o su nave o circondato da oranti in Europa e fuori, le troviamo a latitudini, in epoche, tra popoli diversi, non solo indoeuropei. Sull'argomento ci dice R. Guénon (Simboli della Scienza sacra, op. cit. pag. 63) "... L'Idea del Centro é, prima di tutto, l'origine, il punto di partenza di tutte le cose; é il punto principale, senza forma e senza dimensioni, dunque invisibile... Da esso sono prodotte, per irradiazione, tutte le cose... Il punto centrale é il Principio, l'Essere Puro; e lo spazio che esso riempie del suo irradiamento (il Fiat Lux della Genesi) ... é il Mondo nel senso più ampio della parola, l'insieme di tutti gli esseri e di tutti gli stati dell'esistenza che costituiscono la manifestazione universale. La rappresentazione più semplice dell'idea da noi appena formulata é il punto al centro del cerchio: il punto é l'emblema del principio, il cerchio quello del Mondo. E' impossibile far risalire l'uso di questa raffigurazione a una qualsiasi origine nel tempo, poiché la si incontra frequentemente su oggetti preistorici; indubbiamente bisogna scorgervi uno dei segni che si ricollegano direttamente alla tradizione primordiale... Il punto al centro del cerchio é stato anche assunto... come una figura del sole, poiché esso nell'ordine fisico é realmente il centro o il "Cuore del Mondo"... il sole, dal punto di vista di tutte le tradizioni antiche, é in s soltanto un simbolo, quello del vero "Centro del Mondo "che é il Principio Divino". E ancora Il rapporto che esiste tra il cerchio e la circonferenza, la quale non potrebbe esistere senza il suo centro, mentre questo é del tutto indipendente da quella, può essere raffigurato in modo ancora più evidente e esplicito con raggi provenienti dal centro e terminanti sulla circonferenza... La più semplice forma della ruota é il cerchio diviso in quattro parti eguali dalla croce, la forma più frequente del simbolismo di tutti i popoli... Proseguendo più avanti " ... Tra le figure che comportano un maggior numero di raggi, dobbiamo menzionare in speciale modo le ruote o "rotelle" che per solito ne hanno sei o otto. La "rotella celtica", che si è perpetuata attraverso quasi tutto il medioevo si presenta sotto l'una o l'altra di queste forme; queste stesse figure, e soprattutto la seconda, si incontrano assai spesso nei paesi orientali, particolannente in Caldea e in Assiria, in India (ove la ruota é chiamata chakra) e nel Tibet. D'altra parte c'è una stretta parentela tra la ruota a 6 raggi e il monogramma di Cristo..." La presenza della Ruota Raggiata, come é stato accennato, risulta estremamente diffusa. "Già la preistoria italica preromana é ricca di tracce del culto solare: carri solari, dischi radiati, stelle radiate, croci di ogni tipo, testimonianze del passaggio di ceppi di origine indoeuropea " (J. Evola, Simboli della Tradizione Occidentale). "I signori di Alagia, nel cuore dell'Anatolia... indocuropei... i loro stendardi recano la svastica, la ruota raggiata, il cervo associato al culto del sole... La cultura ucraina delle catacombe (età del bronzo), da attribuirsi ai cimmeri.. ruote, cerchi concentrici, S runiche... attestano un culto del sole... I motivi della nave solare a protome di cigno, come quelli della svastica, del cerchio, della ruota, si ritrovano stilizzati nell'area dei campi d'urne (odierna Cecloslovacchia e Polonia - 1 300 a.C. n.d.a.) fino al villanoviano laziale e bolognese... " (A. Romualdi. Gli Indoeuropei, op. cit.) Così Lao-Tse, filosofo Taoista (in Guénon, Simbolismo della Croce Pag. 66) parla di passaggio dalla circonferenza della "ruota cosmica" al centro di essa, che a sua volta é definito come il vuoto (il non- manifestato) che unisce i raggi e nefa una ruota". E' nota poi la Ruota della Legge, simbolo del buddismo, con gli otto raggi raffiguranti gli ,.otto sentieri " che conducono l'uomo al Nivana. Si può ricordare (M. Garcia Pelayo, Miti e Simboli Politici, pag. 16-17) il mito indiano del cakravartin o "colui che gira la ruota", nato dal frazionamento territoriale in più regni in guerra tra loro. Secondo il quale, nascerà un giorno un uomo chiamato ad essere il re universale che porrà fine alle guerre particolari ristabilendo la pace: il momento dell'inizio della sua missione gli sarà indicato dall'apparizione in cielo di una ruota o cerchio radiale." .. Sette attributi accompagnano il monarca...(il primo è) La Ruota, simbolo di vari significati, giacché significa il sole e con esso la luce, la vita... l'universalità, l'unità. Solo il cakravartin può essere l'asse di questa ruota in cui si unificano l'ordine del cielo e della terra, l'ordine cosmico e l'ordine politico... " Sempre Guénon (op.cit.) afferma che nelle antiche tradizioni dell'America Centrale il simbolo del mondo è sempre costituito dal cerchio in cui è inserita una croce. Molto diffusa la presenza di ruote raggiate nei vasi dorici e nelle ceramiche doriche della Grecia antica. Anche lo studio della religione celtica mette in evidenze l'ampia diffusione di dei del cielo (Taranis, Dagda, ecc.) oppure Lug. paragonabile per certi aspetti al Giove romano, con l'attributo della Ruota. Di grande importanza, anche per la stretta connessione con la Croce Celtica, il Monogramma di Costantino. Con questo imperatore (M. Garcia Pelayo, op.cit. pag. 165) "... si verifica una sintesi delle credenze e delle simbologie pagane e cristiane... " Così come "... Alla corte di Bisanzio ci sono varie cerimonie a carattere solare, fra cui la sollevazione dell'imperatore sullo scudo..." Fu proprio Costantino (Enciclopedia Cattolica, voce: Croce Monogrammatíca, 1951, pag. 966) a riprendere e diffondere il segno formato dalla sovrapposizione di una X e una P (iniziali delle lettere greche Chi e Rho di Cristo). Questo segno, definito croce monogrammatica o chrismon o monogramma costantino, sorse ben prima del cristianesimo e adottato dall'imperatore fu diffuso su tutto l'Oriente in molteplici varianti. Ognuna delle quali con circolo (specie soprattutto in Siria) o senza circolo, oppure racchiuso in una corona, che é poi un altro modo di formare il circolo. R. Guénon (I simboli della Scienza Sacra, pag. 276) parlando della ruota a sei raggi "afferma: "... Nel simbolismo cristiano questa figura è quel che si chiama il monogramma semplice di Cristo; lo si considera formato dall'unione delle due lettere X e I, cioè delle due parole Jesous Christos... Il monogramma costantiniano, formato dall'unione delle lettere greche X e P, le prime due di Cristo... immediatamente derivato dal monogramma semplice... da cui si distingue solo per l'aggiunta, nella parte superiore del diametro verticale, di un "occhiello" destinato a trasformare la I in P.. Il monogramma... circondato da un cerchio, lo assimila nel modo più chiaro possibile alla ruota a sei raggi". E poco dopo continua dicendo: "Certe forme intermedie (di croci) mostrano d'altronde una parentela tra il monogramma di Cristo e la croce ansante "egiziana"... Aprendo una breve parentesi, é necessario ricordare come - a proposito di copti- siano presenti nell'arte sacra di queste popolazioni e di questa cultura, oltre le tipiche croci ansate, vere e proprie croci cerchiate, forse da mettersi anch'esse in qualche modo in relazione con la Ruota raggiata. Un altro autore (T. Burckhardt op. cit). riferendosi al "Cristo Sole Vittorioso" del simbolismo bizantino, nella sua versione formata dal monogramma costantiniano con l'aggiunta di una linea orizzontale (a maggior rassomiglianza con la croce), afferma: "... la ruota a otto raggi, formata dal monogramma e dalla croce, é analoga alla rosa dei venti", schema dei quattro punti cardinali e dei quattro punti intermedi del cielo ... La combinazione della croce, del monogramma e del cerchio designa Cristo come sintesi spirituale dell'universo. Egli é il tutto: il Principio, la Fine e il Mezzo atemporale. E' il "Sole Vittorioso e invincibile". La sua croce regge il mondo e lo giudica. Quindi il monogramma é anche segno di vittoria: l'imperatore Costantino, il cui ruolo di monarca supremo doveva esso stesso simboleggiare il "Sol invictus", pose questo segno sul suo vessillo, significando in ciò che il senso cosmico dell'Impero romano si compiva in Cristo. "La ruota (Guénon, Simboli della Scienza Sacra, pag. 75) si trova d'altronde spessissimo raffigurata sulle chiese romaniche, e lo stesso rosone gotico... sembra proprio esserne derivato, cosicché esso si ricollegherebbe, per un'interrotta filiazione, all'antica rotella celtica ... ". Al termine di questa breve e certamente incompleta rassegna - bastevole tuttavia a dare un'idea della generale diffusione di questi simboli - si può ricordare come una croce inscritta nella circonferenza, talora con il braccio superiore dotato di un "occhiello" a formare una P, sia un segno estremamente comune della simbologia cristiana. La Ruota Raggiata, quindi, é un simbolo solare da intendersi non in senso naturalistico come affermano Evola e Guénon- ma come rappresentazione del Principio trascendente. Un segno collegabile anche a quel senso di rinascita proprio dell'astro diurno. Gli sono riferibili (Guénon, Simbolismo della Croce) il concetto di "polo" che non ha nessun riferimento alle regioni artiche, e il concetto di "rotazione". Che intendono esprimere l'idea di movimento rotatorio attorno a punto fisso, perno immobile dell'ordinato svolgersi di tutto ciò che da esso dipende (il mondo manifestato, finito). Caratteristiche che possono essere proprie della funzione regale e/o imperiale come del Principio solare. Accanto a questi, soprattutto l'autore islamico Guénon ci parla di svariati altri simbolismi della croce: la realizzazione dell' "uomo universale"... il simbolo dell'unione dei complementari... la risoluzione delle opposizioni. Ma al di là di tutti questi arcani e particolaristici significati (del resto storicamente la croce era uno strumento di supplizio noto e estremamente diffuso da tempi molto antichi in Persia, in Egitto, a Cartagine, in tutto il mondo romano orientale, che aggiungeva alla ferocia della condanna un carattere infamante per il suppliziato) sarà forse anche il caso di ricordare il simbolismo più concreto e reale. Quello a noi e alla nostra civiltà europea, quale si andata articolando nel corso di due millenni, religiosamente ben più vicino e denso - a differenza degli altri - di viva e attuale vita spirituale. Il solo per cui la Croce entrata nella storia della religione di tutti i popoli ad ogni latitudine, diventando da strumento di morte un grande segno di salvezza. Il simbolo della Crocifissione del Cristo e del Messaggio cristiano, senza il quale non si possono comprendere duemila anni di vita e di storia dell'uomo europeo e non. Senza bisogno di soffermarsi particolarmente sul significato religioso, materia ben nota ad ogni credente e non, basterà sommariamente ricordarsi di Costantino e dell'Impero Romano d'Oriente; della Civiltà Monastica Medioevale e del Sacro Romano Impero; dello spirito delle Crociate e degli Ordini Militari Templari, Ospedialeri... della Riforma Protestante e dello Scisma Ortodosso; del millennio di Cristianità in Russia e dei Patti Lateranensi; per ritrovare sotto la Croce di Cristo, le radici storiche dell'Europa