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	<title>UltrasLazio &#187; 1974</title>
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		<title>Giorgio Chinaglia</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 15:00:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Grido di battaglia!!! &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Capita nella storia di una società di calcio, che ci siano dei personaggi destinati a lasciare il loro segno, a entrare nel cuore dei tifosi, fino a sconfionare nella leggenda. Ebbene, se nell&#8217;albo d&#8217;oro del campionato italiano esiste uno scudetto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Il Grido di battaglia!!! <img class="size-full wp-image-1125 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/Scudetto.png" alt="Scudetto" width="35" height="41" /></h2>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/chinaglia1.jpg"><img class="size-full wp-image-1105 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/chinaglia1.jpg" alt="chinaglia1" width="245" height="369" /></a></p>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/n_lazio_giorgio_chinaglia-4318335.jpg"><img class="size-full wp-image-1110 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/n_lazio_giorgio_chinaglia-4318335.jpg" alt="n_lazio_giorgio_chinaglia-4318335" width="203" height="445" /></a><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/180232107-a4dfb689-47e9-4813-badc-8eb544ada5ea.jpg"><img class="size-full wp-image-1119 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/180232107-a4dfb689-47e9-4813-badc-8eb544ada5ea.jpg" alt="180232107-a4dfb689-47e9-4813-badc-8eb544ada5ea" width="230" height="336" /></a></p>
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<p>Capita nella storia di una società di calcio, che ci siano dei personaggi destinati a lasciare il loro segno, a entrare nel cuore dei tifosi, fino a sconfionare nella leggenda. Ebbene, se nell&#8217;albo d&#8217;oro del campionato italiano esiste uno scudetto bianco e celeste, questo lo si deve soprattutto ad uno di questi personaggi. Giorgio Chinaglia per i sostenitori laziali ha rappresentato un autentico mito. Coloro che l&#8217;hanno visto correre sul rettangolo verde con la grinta di un guerriero indomabile gli hanno attribuito i contorni del divo, le particolarità di un eroe leggendario. Tuttavia la vicenda di Giorgio Chinaglia sembra irrimediabilmente corrosa dal pensiero della sciagurato periodo trascorso alla Lazio col ruolo di presidente. Vista così la storia di Long-John può essere ben rappresentata da una parabola. I giorni dell&#8217;infanzia La sua infanzia, Giorgio Chinaglia, la trascorre nella povertà. Giorgione è nato a Massa da una famiglia di modeste condizioni: il padre sbarca il lunario lavorando saltuariamente nelle cave di marmo. Quando il piccolo Giorgio compie 5 anni il genitore trova un impiego stabile in una fonderia anglossassone, a Cardiff, e la sua famiglia è costretta quindi a trasferirsi ed a vivere la non facile condizione degli emigranti. I disagi e le sofferenze, insieme alle privazioni, irrobustiscono il ragazzo: la rabbia accumulata in quei giorni difficili divenne la componente principale del suo carattere, la base da cui scaturì la sua voglia di vincere, il desiderio di emergere. Il tirocinio da calciatore, per Chinaglia, incomincia in parrocchia. Quand&#8217;è poco più che tredicenne il piccolo Long-John viene notato da Mel Charles, fratello del popolarissimo John, che lo segnale allo Swansea, una compagine che gioca nella serie inferiore del campionato britannico. Ma la vera e propria svolta si verifica quando il padre riesce a procurargli, un provino con la Massese, la squadra della città natale: vinta l&#8217;iniziale riluttanza Giorgione si sottopone alla prova e rimedia il suo primo ingaggio italiano, in serie C. L&#8217;anno seguente arriva il primo trasferimento: 96 milioni, una cifra record per la categoria, è il prezzo con cui l&#8217;Internapoli si asscicura il suo cartellino.<br />
I giorni del successo<br />
Coincide con suo ventiduesimo anno di età l&#8217;inizio di un&#8217;avventura che lo congiunge ai colori biancocelesti. Con la Lazio gioca sette stagioni, disputando 189 incontri e segnando 98 reti. Tuttavia l&#8217;approdo capitolino non fu subito rose e fiori. Prima l&#8217;impatto con una realtà urbana profondamente diversa da quella a cui s&#8217;era abituato in provincia, poi l&#8217;amarezza della retrocessione in serie B, infine le prime difficoltà col tecnico biancoceleste Juan Carlos Lorenzo. Eppure, quando la Società esonera l&#8217;argentino, Chinaglia rimane contrariato dal provvedimento che liquida l&#8217;allenatore che gli aveva permesso di esordire nel football professionistico. Al suo posto arriverà Tommaso Maestrelli, l&#8217;uomo che riuscì a smussare il suo carattere ribelle, corregendone, i lati eccessivamente irrequieti. &#8220;Ero nero racconterà Long-John quando mandarono via Lorenzo. Chi è stò Maestrelli? invece mi bastò un sorriso per capire..&#8221;</p>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/GC9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1224" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/GC9.jpg" alt="GC9" width="641" height="475" /></a></p>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/chinaglia3.jpg"><img class="size-full wp-image-1107 aligncenter" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/chinaglia3.jpg" alt="chinaglia3" width="656" height="516" /></a></p>
<p>Accanto a Maestrelli Chinaglia diventa leader incontrastato di una squadra assurda. La brigata dei ragazzi del &#8217;74 non conosce tranquillità: capricciosa, stravagante, polemica, la Lazio compie la più bella delle imprese. Al campo di allenamento le liti sono furibonde: volano sedie e bottiglie, e in ritiro persino qualche colpo di pistola. Ma in campo, come per miracolo, la squadra ritrova l&#8217;unione ed è capace di imporsi di fronte a qualsiasi avversario. Il trascinatore della Lazio è proprio Giorgio Chinaglia: a San Siro, di fronte all&#8217;esterrefatta platea interista, scalcia nel di dietro il compagno di squadra D&#8217;Amico, reo di non aver rincorso Sandro Mazzola. All&#8217;Olimpico, dopo un gol nel derby, va ad esultare proprio sotto la curva Sud, il settore che ospita il tifo romanista. Al San Paolo, nell&#8217;infuocato pre-partita di Napoli &#8211; Lazio, provoca la folla partenopea mostrando le corna. Ma quando l&#8217;arbitro dà il via alle ostilità non c&#8217;é difesa che riesca a controllarlo: così la Lazio diventa Campione d&#8217;Italia e Chinaglia il capocannoniere del torneo<br />
I giorni della contestazione<br />
Per Long-John, ormai popolarissimo, si dischiudono anche le porte della Nazionale. E&#8217; il 1974: in Germania, ai campionati mondiali, il tecnico azzurro Valcareggi, lo sostituisce durante l&#8217;incontro con il modesto Haiti. Lui non gradisce ed esprime il suo disappunto mandando a quel paese l&#8217;allenatore in Mondovisione! è il caos. Carraro, all&#8217;epoca Presidente della Federcalcio, indice d&#8217;urgenza una conferenza stampa. &#8220;E&#8217; un disidattato.&#8221; E con queste parole lo bolla&#8230;. Quel gesto Giorgione lo paga con le impietose razioni di fischi che tutte le tifoserie d&#8217;Italia gli riserveranno nel suo girovagare per la penisola. Ma i presunti peccati commessi Chinaglia finisce per espiarli soprattutto a Roma, perchè l&#8217;altra sponda del Tevere, quella giallorossa, si dimostra tutt&#8217;altro che benevola con lui, andando ad inportunare la sua famiglia. E allora sceglie l&#8217;America.. Sì, il viaggio oltr&#8217;oceano, chilometri e chilometri di distanza da un amore, quello per la Lazio, che rischiava di travolgerlo, anche negli effetti.<br />
I giorni della nostalgia<br />
Nemmeno l&#8217;universo rampante e spietato degli States riesce a ridimensionarlo! Le grandi vittorie col Cosmos gli garantiscono una popolarità che offusca persino il mitico Pelè, suo compagno di squadra nella &#8220;multinazionale&#8221; americana. Ma anche se fisicamente c&#8217;é l&#8217;Oceano a dividerlo da Roma e dalla Lazio il suo cuore è rimasto lì, al di là di quel mare immenso e navigabile. &#8220;L&#8217;idea del ritorno mi ronzava in testa già il giorno della partenza. Me ne stavo andando da Roma, ero in volo verso il futuro, ma mi sentivo dentro il magone. Capii che non sarei mai riuscito a dimenticare. Un giorno, mi dissi per farmi forza, tornerò da presidente&#8230;&#8221;<br />
I giorni del ritorno<br />
E torna sul serio!. Quando sbarca a Roma trova ad accoglierlo una folla immensa, fitta e chiassosa. E&#8217; il giorno che segue il ritorno della Lazio tra gli eletti, dopo tre anni nel purgatorio dei cadetti. L&#8217;idolo di un&#8217;era remota e felice è tornato per rinverdire i fasti di un tempo. L&#8217;entusiasmo è alle stelle. Lui Giorgio Chinaglia lancia proclami trionfali, promette trionfi e splendori. Ma l&#8217;impatto con la realtà è completamente diverso e il risveglio sarà ancora più brusco e doloroso&#8230;. La squadra retrocede dopo appena due stagioni e Chinaglia è ancora al centro di episodi burrascosi. Difende la sua Lazio con la rabbia di sempre ma non può scendere in campo per fare sfraceli come quand&#8217;era ancora un giocatore. Così, dopo un Lazio &#8211; Udinese tenta di aggredire l&#8217;arbitro Menicucci armato d&#8217;ombrello, incappando in un lunghissimo periodo di squalifica. Così, dopo un derby perduto senza nemmeno lottare, entra nello spogliatoio lanciando feroci accuse ai suoi giocatori, insultandoli e rompendo bottiglie. Esageratamente tifoso, Giorgio Chinaglia, agisce spesso in nome della passionalità, trascurando tutti quegli accorgimenti indispensabili per la conduzione di un&#8217;azienda calcistica. Eppure, nonostante l&#8217;indubbia buona fede che gli va, per forza di cose riconosciuta, Giorgio Chinaglia si ritrova a non poter più gestire la Società biancoceleste. Il deficit, vertiginoso, lo costringe a mollare: Long-John torna di nuovo in America, stavolta ci torna sconfitto. La gioia di rivedere l&#8217;eroe di un sogno da bambino era stata troppo grossa per poter masticare l&#8217;amarezza di una delusione cocente. Ma la disillusione, per il tifoso laziale, è quasi un abitudine e Giorgio Chinaglia resterà comunque nella storia della Lazio. Come si può non voler bene ad un personaggio talmente ingenuo ed innamorato della Lazio da non riuscire a capire che diventarne il presidente poteva voler dire, in caso di sconfitta, oscurare un mito, il suo, che altrimenti, oggi, sarebbe ancora più vivo?</p>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1108" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault.jpg" alt="hqdefault" width="480" height="360" /></a></p>
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		<title>Vincenzo D&#8217;Amico</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 13:57:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Golden Boy degli anni &#8217;70. Nato a: Latina Data nascita: 5.11.1954 Nazionalità: ITA Altezza: m. 1,72 Peso: kg. 70 Ruolo: Centrocampista / Attaccante Esordio in A: Lazio-Sampdoria 1-0 (14.10.1973) Esordio nella Lazio: Lazio-Modena 2-1 (21.5.1972) &#160; &#160; Della pazza Lazio vincitrice dello scudetto 1974 Vincenzo D&#8217;Amico è l&#8217;enfant prodige. Nato a Latina nel 1954, debutta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Golden Boy degli anni &#8217;70.</h2>
<p><img class="size-full wp-image-1141 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/damico2.jpg" alt="damico2" width="400" height="270" />Nato a: Latina<br />
Data nascita: 5.11.1954<br />
Nazionalità: ITA<br />
Altezza: m. 1,72<br />
Peso: kg. 70<br />
Ruolo: Centrocampista / Attaccante<br />
Esordio in A: Lazio-Sampdoria 1-0 (14.10.1973)<br />
Esordio nella Lazio: Lazio-Modena 2-1 (21.5.1972)</p>
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<p>Della pazza Lazio vincitrice dello scudetto 1974 Vincenzo D&#8217;Amico è l&#8217;enfant prodige. Nato a Latina nel 1954, debutta giovanissimo, appena diciassettenne, e nel 1974, a nemmeno 20 anni, il posto da titolare è suo.<br />
Fantasista, padronanza perfetta del pallone, dotato di un dribbling ubriacante e di una classe purissima, sembra un predestinato per i palcoscenici più importanti. Il carattere, però, non è d&#8217;acciaio, e il giovane Vincenzino si perde tra amnesie e pigrizie (memorabile un calcio nel sedere da parte di un infuriato Chinaglia durante un Inter-Lazio in cui Giorgione lo accusava di non impegnarsi a sufficienza). La perdita di un allenatore-padre come Maestrelli lo disorienta, e D&#8217;Amico si perde un po&#8217; per strada. Non gioca mai in Nazionale, che avrebbe sicuramente meritato per il suo talento, ma in compenso dimostra un&#8217;assoluta fedeltà alla maglia (in tutto, collezionerà 336 presenze in biancoceleste, preceduto in fatto di numeri solo da Wilson e Puccinelli).<br />
Nel 1979/80, quando la Lazio è squassata dallo scandalo-scommesse, che la priva a metà campionato dei suoi giocatori migliori, si lascia alle spalle pigrizie e sregolatezze e prende per mano la squadra, conducendo un manipolo di ragazzini provenienti dalla Primavera ad un&#8217;incredibile salvezza, suggellata con una magnifica prestazione con gol in un drammatico Lazio-Catanzaro 2-0 (30 marzo 1980). La salvezza conquistata sul campo sarà poi resa inutile dalla retrocessione decretata dalla CAF, ma l&#8217;impresa comunque rimane.<br />
Vincenzo non segue la Lazio in B, e passa al Torino, unica stagione con una maglia diversa dalla biancoceleste. L'&#8221;esilio&#8221; dura un anno, e nel 1981/82 D&#8217;Amico è di nuovo alla Lazio, per dare una mano, con umiltà, a riconquistare la Serie A. E&#8217; il capitano indiscusso di quella squadra, e quando la Lazio si trova in difficoltà, impantanata in un&#8217;inopinata lotta per non retrocedere, è ancora lui a prendere in mano la situazione. 6 giugno 1982, Lazio-Varese, penultima giornata di campionato. Dopo un quarto d&#8217;ora, la Lazio è sotto di due gol, e lo spettro della C si avvicina. D&#8217;Amico sale in cattedra, e realizza i 3 gol della rimonta, che consentono la salvezza alla Lazio.<br />
Rimane in biancoceleste fino al 1986, e fa in tempo ad attraversare la seconda bufera del calcio-scommesse, che condurrà alla stagione del -9. Termina la carriera alla Ternana, per poi restare nel mondo del calcio.<br />
Attualmente riveste, con un certo successo, il ruolo di commentatore televisivo.</p>
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		<title>Luciano Re Cecconi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 14:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[UltrasLazio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;angelo biondo Nato a: Nerviano (MI) Data nascita: 01/12/1948 Nazionalità: Italia Altezza: cm 176 Peso: kg 72 Ruolo: Centrocampista Esordio in A: 04/10/1970 (Foggia-Milan 1-1) Esordio nella Lazio: 30/08/1972 (LAZIO-Napoli 0-1) Ultimo incontro nella Lazio: 24/10/1976 (LAZIO-Bologna 3-0) Biondo centrocampista lombardo, nato a Nerviano (MI) il primo dicembre del 1948, Luciano Re Cecconi arriva alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;angelo biondo</h2>
<p><img class="size-full wp-image-1147 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/re_cecconi_74.jpg" alt="re_cecconi_74" width="308" height="469" />Nato a: Nerviano (MI)<br />
Data nascita: 01/12/1948<br />
Nazionalità: Italia<br />
Altezza: cm 176<br />
Peso: kg 72<br />
Ruolo: Centrocampista<br />
Esordio in A: 04/10/1970 (Foggia-Milan 1-1)<br />
Esordio nella Lazio: 30/08/1972 (LAZIO-Napoli 0-1)<br />
Ultimo incontro nella Lazio: 24/10/1976 (LAZIO-Bologna 3-0)</p>
<p>Biondo centrocampista lombardo, nato a Nerviano (MI) il primo dicembre del 1948, Luciano Re Cecconi arriva alla Lazio nel 1972, su consiglio dell&#8217;allenatore Maestrelli, che lo aveva già avuto alle proprie dipendenze al Foggia.<br />
Re Cecconi si impone immediatamente per la forza fisica e i polmoni, che ne fanno un inesauribile motore di centrocampo. Un centrocampista moderno, in anticipo sui tempi. Maestrelli lo inserisce accanto al ragionatore Frustalupi, e i due formano un cocktail fenomenale nella Lazio che si aggiudica lo scudetto del 1973/74 (memorabile il gol, proprio allo scadere, che decide l&#8217;incontro col Milan del 30 dicembre 1973). Conosce anche la Nazionale, anche se la sua esperienza in azzurro è brevissima: appena due incontri.<br />
Nel 1976/77 gioca le prime tre partite e poi si infortuna ad una gamba. Un lungo stop, poi il recupero. E&#8217; pronto a rientrare in squadra quando, il 18 gennaio 1977, si reca con l&#8217;amico e compagno di squadra Ghedin in una gioielleria di via Nitti, al Flaminio. Il carattere estroverso di Re Cecconi gli suggerisce uno scherzo, che si rivelerà tragico. All&#8217;ingresso nella goielleria, si presenta col bavero alzato eclamando: &#8220;Questa è una rapina&#8221;. E&#8217; questione di un attimo. Il gioielliere, che non conosce il giocatore, lo scambia per un rapinatore. Estrae una pistola, che teneva in negozio in quanto già vittima di precedenti rapine, e spara. Re Cecconi muore praticamente di colpo, lasciando attonita un&#8217;intera città e un ambiente che lo adorava, appena un mese dopo la dolorosissima perdita dell&#8217;amato mentore Tommaso Maestrelli, stroncato da un tumore il 2 dicembre 1976. Ai suoi funerali, disputati a San Pietro e Paolo, prende parte una folla immensa. E, personalmente, ricorderò come uno dei momenti più toccanti della mia vita quando, il 30 gennaio 1977, la Lazio si reca a Cesena per disputare il successivo incontro di campionato e, nel minuto di raccoglimento, un ignoto trombettiere nella curva della squadra locale intona il silenzio, in un intero stadio sopraffatto dalla commozione.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1146 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/funerali.jpg" alt="funerali" width="760" height="356" />  <img class="size-full wp-image-1158 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/Re_Cecconi_Maestrelli_01.jpg" alt="Re_Cecconi_Maestrelli_01" width="277" height="350" /><br />
<img class="size-full wp-image-1154 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/re-cecconi.jpg" alt="re cecconi" width="285" height="214" /><br />
<img class="size-full wp-image-1149 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/targa.jpg" alt="targa" width="137" height="103" /></p>
<p><img class="size-full wp-image-1148 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/rec.jpg" alt="rec" width="100" height="100" /></p>
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		<title>Pino Wilson</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2014 13:52:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pino wilson]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capitano del primo Scudetto Nato a: Darlington (ENG) Data nascita: 27.10.1945 Nazionalità: ITA Altezza: m. 1,73 Peso: kg. 66 Ruolo: Difensore Esordio in A: Lazio-Torino 1-1 (14.9.1969) Esordio nella Lazio: Ternana-Lazio 0-0 (3.9.1969) &#160; &#160; Pino Wilson è, in assoluto, il giocatore col maggior numero di presenze con la maglia della Lazio. Dal 1969 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Il capitano del primo Scudetto</h2>
<p><img class="size-full wp-image-1137 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/wilson2.jpg" alt="wilson2" width="400" height="270" />Nato a: Darlington (ENG)<br />
Data nascita: 27.10.1945<br />
Nazionalità: ITA<br />
Altezza: m. 1,73<br />
Peso: kg. 66<br />
Ruolo: Difensore<br />
Esordio in A: Lazio-Torino 1-1 (14.9.1969)<br />
Esordio nella Lazio: Ternana-Lazio 0-0 (3.9.1969)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pino Wilson è, in assoluto, il giocatore col maggior numero di presenze con la maglia della Lazio. Dal 1969 al 1980, infatti, ha disputato, tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA la bellezza di 394 incontri in biancoceleste. In negativo, c&#8217;è da dire che non ha raggiunto le 400 presenze perché la sua carriera venne bruscamente interrotta a sette giornate dal termine del campionato 1979/80 a causa dello scandalo-scommesse, che portò in Serie B la Lazio, e nel quale il giocatore era implicato. Una macchia indelebile in una carriera stupenda, tutta all&#8217;insegna del biancoceleste.<br />
Wilson, nato in Inghilterra (Darlington) il 27 ottobre 1945, arriva a Napoli al seguito del padre, ufficiale NATO, e comincia lì la sua carriera di calciatore. E&#8217; proprio dall&#8217;Internapoli, squadra locale di C, che la Lazio lo preleva, assieme a Chinaglia (col quale, comunque, non legherà mai: si dice che i due fossero, in realtà, i leader di due opposte fazioni che dividevano lo spogliatoio della Lazio negli anni 70, a malapena tenuti assieme da quel grande psicologo che è stato Maestrelli). Inizia da terzino, per conquistare presto quel ruolo di libero, in cui sarà protagonista assoluto per oltre un decennio. E&#8217; un leader, in campo e fuori (dotato di una certa cultura, si laureerà in giurisprudenza, cosa rara tra i calciatori), e per il suo carisma viene presto promosso a capitano della squadra. Data la sua altezza non eccezionale (un metro e 73), predilige il gioco a terra, dove eccelle nei contrasti e nell&#8217;anticipo, grazie anche ad un senso della posizione fuori dal comune.<br />
E&#8217; tra i protagonisti, naturalmente, della Lazio-scudetto nel 1974, in cui disputa tutti gli incontri realizzando anche un gol, decisivo, alla Sampdoria (1-0, 14/10/1973). A proposito di fedeltà, dal 25 aprile 1971 (Lazio-Juventus 2-2) al 19 ottobre del 1975 (Perugia-Lazio 2-0) è sempre presente con la maglia biancoceleste, per un totale di 135 incontri consecutivi, a dimostrazione anche di una estrema correttezza in campo.<br />
Il suo rapporto con la Nazionale è breve, e si limita a 3 incontri nel 1974. Paga, come altri, l&#8217;insuccesso della spedizione azzurra in Germania.<br />
Al termine della carriera, esce completamente dal mondo del calcio.</p>
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