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	<title>UltrasLazio &#187; ultras</title>
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	<description>CIVIS ROMANUS SUM</description>
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		<title>18 Ottobre 1987: Auguri IRRIDUCIBILI</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2014 14:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[UltrasLazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mentalità Ultras]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime News]]></category>
		<category><![CDATA[1987]]></category>
		<category><![CDATA[irriducibili]]></category>
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		<description><![CDATA[18 Ottobre 1987, 18 Ottobre 2012. Sono passati 25 anni da quando, per la prima volta, sulle allora gradinate dello Stadio Olimpico si presentava uno dei gruppi più importanti (probabilmente il più innovativo) del panorama Ultras nazionale e internazionale, sicuramente il più discusso, controverso e “famigerato” per quasi un ventennio. In un Lazio-Padova qualunque lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>18 Ottobre 1987, 18 Ottobre 2012. Sono passati 25 anni da quando, per la prima volta, sulle allora gradinate dello Stadio Olimpico si presentava uno dei gruppi più importanti (probabilmente il più innovativo) del panorama Ultras nazionale e internazionale, sicuramente il più discusso, controverso e “famigerato” per quasi un ventennio.</p>
<p>In un Lazio-Padova qualunque lo striscione “Irriducibili” appare in Curva Nord, prendendo il posto di quello dei Viking. Le premesse sono consistenti: elevatissime, per un nuovo gruppo, l’età media e gli anni di militanza: coloro che assurgeranno a leader negli anni a venire possono già definirsi “vecchia guardia”. Il gruppo cerca di portare una mentalità nuova nel modo di fare il tifo, di vivere la passione per la propria squadra: il modello ispiratore, poi ampiamente superato negli anni, è quello delle Casual Crew d’Oltremanica. Il concetto di militanza si evolve: ci si veste in un certo modo, non ci si agghinda con trenta sciarpe neanche fosse Carnevale, si vive la squadra (e il gruppo) sette giorni su sette, ci si sposta in treno perchè più affine e congeniale alle “esigenze” della trasferta, l’elemento politico è, seppur non preponderante, praticamente sempre presente e non potrebbe essere altrimenti. Rifiutano la violenza gratuita, scontrandosi solo con grupi organizzati come loro, come l’etichetta di cani sciolti affibbiata dai giornali. “Non siamo cani perchè senza padrone! Non siamo sciolti, Irriducibili ci unisce.” recita uno striscione dei primi anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-full wp-image-2171 aligncenter" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/irriducibili1.jpg" alt="irriducibili" width="622" height="241" /></p>
<p>Nel 1987 un 18 ottobre in modo aitante<br />
ho esposto un ideale che viveva da tempo in molta gente,<br />
M&#8217;hai messo subito in discussione perché senza padrone<br />
t’ho detto non dirò mai sissignore.<br />
La mia condanna più pesante è stata quella de non fa parte del presente<br />
ed esse delinquente oltre che ignorante.<br />
Ma sulla pelle mia me so fatto strada in mezzo a sta societ<br />
una vera essenza non ha.<br />
A differenza tua io faccio della mentalità della fratellanza e della goliardia<br />
lo stile della vita mia.<br />
Ne ho fatta di strada da quel 1987<br />
quando nessuno me capiva<br />
ho rischiato pure d’anda alla deriva,<br />
ma me so rialzato ho riflettuto ho ragionato ho spaccato<br />
e con infamia e senza lode de me se parlato.<br />
So sceso in piazza pe la maglia li giocatori e la giustizia<br />
per me il calcio era morto,<br />
ma so tornato ancora più grintoso<br />
a ditte che per te non so un uomo libero ma tifoso!<br />
Ne ho fatta di strada da quel 1987<br />
insieme alla mia gente che dal presidente oltre che cialtrone e demente<br />
so stato chiamato cliente,<br />
ma io non so un azionista su un balcone<br />
come c’è vò fa crede qualche ben pensante padrone,<br />
non so neanche scomponibile in fattori perché la passione ,l’orgoglio e l’amore<br />
mi spingono verso gesti a volte male interpretati ,ma che me vengono dal cuore.<br />
Ne ho fatta di strada da quel 1987<br />
contro tutto e contro te caro giornalista<br />
che m&#8217;hai attaccato dandome del fascista,<br />
è stato proprio questo che m’ha fatto cresce ancora più forte e mi ha fatto capire che dovevo cominciare<br />
per controbatte ad irradiare!<br />
Ne ho fatta di strada da quel 1987<br />
so Ultras nella mente<br />
Lazio dipendente,<br />
ma ciò il cuore pieno de bont<br />
per chi vive non per colpa sua in questa società con enormi difficoltà.<br />
Ne ho fatta si di strada da quel 1987<br />
so cambiato e maturato in modo intelligente per molti non so più demente ,cialtrone e ignorante<br />
e me so accorto che da quel 1987 so IRRIDUCIBILE da sempre!</p>
<p><iframe width="750" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/WSNRcEVUCLM?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diffide e Repressione</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 13:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[UltrasLazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mentalità Ultras]]></category>
		<category><![CDATA[diffide]]></category>
		<category><![CDATA[no alla tessera del tifoso]]></category>
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		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[tessera del tifoso]]></category>
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		<description><![CDATA[Contro Diffide e Repressione: LOTTIAMO INSIEME &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Contro Diffide e Repressione: LOTTIAMO INSIEME</h3>

<div class="arconix-tabs-horizontal"><ul class="arconix-tabs"><li data-arconix-icon=" " data-arconix-color=" " class="arconix-tab tab-ConsigliGenerali"><a class="" href="#tab-ConsigliGenerali">Consigli Generali</a></li>
<li data-arconix-icon=" " data-arconix-color=" " class="arconix-tab tab-NOallaTesseradelTifoso"><a class="" href="#tab-NOallaTesseradelTifoso">NO alla Tessera del Tifoso</a></li>
<li data-arconix-icon=" " data-arconix-color=" " class="arconix-tab tab-Peridiffidati"><a class="" href="#tab-Peridiffidati">Per i diffidati</a></li>
<li data-arconix-icon=" " data-arconix-color=" " class="arconix-tab tab-Reatidastadio"><a class="" href="#tab-Reatidastadio">Reati da stadio</a></li>
<li data-arconix-icon=" " data-arconix-color=" " class="arconix-tab tab-IlCasoRaciti"><a class="" href="#tab-IlCasoRaciti">Il Caso Raciti</a></li></ul>
<div class="arconix-panes"><div class="arconix-pane pane-ConsigliGenerali">
<img class="size-full wp-image-1520 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/noproblem.jpg" alt="noproblem" width="256" height="319" />Di fronte ad episodi di violenza eclatanti, solitamente vengono emanate normative eccezionali sempre più severe. Queste norme, però, è giusto che siano riviste con un occhio più critico, per valutare la loro efficacia sia nella capacità di colpire i veri responsabili dei reati, sia per garantire la difesa che questi provvedimenti devono offrire a coloro che ne sono colpiti. Infatti, in Italia, finora l&#8217;unica risposta per arginare il fenomeno del tifo violento è stata l&#8217;adozione di misure d&#8217;ordine pubblico sempre maggiore. Si è così delegato alle sole forze dell&#8217;ordine il compito di contenere, reprimere, e punire il tifo violento. Il risultato è una maggior tensione intorno ai campi da gioco non tanto tra ultrà delle opposte tifoserie, ma tra ultrà e forze dell&#8217;ordine (talvolta del disordine!). Al raduno di Pistoia del 19/09/1998 è stato emesso un documento approvato da 40 tifoserie atto a proporre alcune modifiche alle normative vigenti. Il punto principale è tentare di limitare la discrezionalità del Questore, che troppo spesso ricorre alla diffida senza elementi di fatto obiettivamente rilevati, irrogandola anche solo &#8220;per aver incitato, inneggiato o indotto alla violenza&#8221; talvolta a personaggi troppo &#8220;Scomodi&#8221;. Un altro problema da risolvere riguarda l&#8217;obbligo di firma. Secondo la formulazione proposta, sarebbe consentito al diffidato di recarsi a firmare, nei giorni e negli orari in cui si svolgono le competizioni agonistiche interdette, anche negli uffici di polizia situati in luoghi diversi da quello di residenza. Si è previsto anche di allungare i tempi a disposizione per il giudizio di convalida da 2 a 5 giorni. Un altro correttivo proposto per arginare in maniera più efficace i comportamenti violenti, è l&#8217;introduzione, a fianco dei provvedimenti repressivi, di misure di intervento sociale, con politiche non tanto mirate a reprimere, ma capaci di analizzare i motivi di questa violenza e di incidere sulla mentalità che sta alla base di certi atteggiamenti. Siamo certi che da una conoscenza approfondita del fenomeno del tifo di curva, potrà emergere che la curva è un forte luogo di aggregazione sociale giovanile portatore anche di valori positivi ed energie potenti, di cui la violenza espressa in varie occasioni non rappresenta che uno degli aspetti. Inoltre, l&#8217;applicazione di una politica di intervento sociale consentirebbe tramite l&#8217;ausilio e la mediazione di alcune agenzie sociali (ad es. i Fanprojekte tedeschi, i Fancoaching belgi, la Football Supporters Association in Inghilterra) di attivare un dialogo tra tifosi autoorganizzati ed istituzioni, premessa indispensabile per creare un clima meno teso negli stadi.<br />
<span style="font-size: 13px;"><br />
<strong>SE SEI FERMATO DA AGENTI IN BORGHESE:</strong><br />
devono mostrarti il tesserino, altrimenti puoi rifiutare di fornire i documenti e di essere perquisito.<br />
<strong>SE TI TROVI COL GRUPPO IN UN BUS CHE VIENE FERMATO E PERQUISITO:</strong><br />
la perquisizione è legittima, ma anche in questi casi il verbale deve essere compilato sul posto e consegnato immediatamente.<br />
<strong>SE IN QUESTURA TI TRATTENGONO PER INTERROGARTI:</strong><br />
chiedi in che veste sei (accusato, testimone o altro), se sei stato trattenuto come accusato, non rispondere, prima di aver contattato un avvocato, se non per dare le tue generalità.<br />
<strong>SE RITIENI CHE DEGLI AGENTI IN DIVISA ABBIANO COMMESSO UN SOPRUSO:</strong><br />
è un tuo diritto richiedere il loro nominativo ed eventualmente sporgere denuncia. Se non ti viene fornito il nominativo rivolgiti ad un magistrato e denuncia il fatto.<br />
</span><br />
</div>
<div class="arconix-pane pane-NOallaTesseradelTifoso">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1426" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/NOTESSERA.gif" alt="NOTESSERA" width="369" height="526" /></p>
<p style="text-align: center;">Roma, sabato 14 novembre 2008<br />
MANIFESTAZIONE CONTRO LA TESSERA DEL TIFOSO&#8230;</p>
    <style>      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .bwg_standart_thumbnails_0 * {        -moz-box-sizing: border-box;        box-sizing: border-box;      }      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .bwg_standart_thumb_spun1_0 {        -moz-box-sizing: content-box;        box-sizing: content-box;        background-color: #FFFFFF;        display: inline-block;        height: 90px;        margin: 4px;        padding: 0px;        opacity: 1.00;        filter: Alpha(opacity=100);        text-align: center;        vertical-align: middle;        transition: all 0.3s ease 0s;-webkit-transition: all 0.3s ease 0s;        width: 180px;        z-index: 100;      }      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .bwg_standart_thumb_spun1_0:hover {        -ms-transform: scale(1.1);        -webkit-transform: scale(1.1);        backface-visibility: hidden;        -webkit-backface-visibility: hidden;        -moz-backface-visibility: hidden;        -ms-backface-visibility: hidden;        opacity: 1;        filter: Alpha(opacity=100); 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<h2>Ecco cosa è la tessera del tifoso, secondo l&#8217;osservatorio delle manifestazioni sportive.</h2>
<p>La &#8220;tessera del tifoso&#8221; è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale. Il progetto lanciato dall&#8217;Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.</p>
<p>La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa.</p>
<p><strong>A cosa da diritto</strong></p>
<p>&#8211; al possessore non si applicano le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti;<br />
&#8211; vengono snellite sia le procedure di acquisto dei biglietti che quelle di accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati;<br />
&#8211; è favorita la concessione di facilitazioni, privilegi e/o benefici da parte delle società (accumulo di punti, diritto di prelazione per l’acquisto di biglietti, convenzioni con altre società       private come Ferrovie dello Stato, Autogrill, sponsor, ecc.).</p>
<p><strong>I vantaggi per la sicurezza</strong></p>
<p>&#8211; permette di “costituire” la categoria degli spettatori “ufficiali”;<br />
&#8211; garantisce l’aumento degli standard di sicurezza del pubblico, perché esclude dagli impianti i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio;<br />
&#8211; consente alle società sportive di avviare rapporti “virtuosi” con le tifoserie ufficiali, soprattutto per le trasferte;<br />
&#8211; nel tempo determinerà la costituzione, nell’ambito delle Società Sportive, dei c.d. “dipartimenti dei tifosi” che in altri grandi club europei hanno trovato applicazione con apprezzabili risultati.</p>
<p><a href="http://www.osservatoriosport.interno.it/tessera_del_tifoso/index_tessera_tifoso.html" target="_blank">http://www.osservatoriosport.interno.it/tessera_del_tifoso/index_tessera_tifoso.html</a></p>
<h2><em>Ecco in parole povere cosa è:</em></h2>
<p>Per assistere ad una partita di calcio un qualsiasi cittadino dovrà essere previamente schedato e ricevere il nulla osta della Questura.</p>
<p>Chiunque abbia ricevuto un DASPO (divieto di accesso negli impianti sportivi) negli ultimi 5 anni non può usufruire della tessera del tifoso, anche se il Daspo è stato già scontato o, se in corso, il cittadino è ancora in attesa di giudizio da cui potrebbe risultare innocente.</p>
<p>Una cosa impensabile in uno Stato liberale di Diritto, ancor più grave considerato che l’autorizzazione sarà negata anche a chi sia stato giudicato innocente nelle aule di tribunale.</p>
<p>Dopo Diffide e Denuncie gratuite, in attesa di processi lunghi, dopo le trasferte vietate dall&#8217;osservatorio, dopo la repressione che sta uccidendo l&#8217;unica parte sana del Calcio che è quella dei tifosi, questa è la conferma che il mondo del Calcio e quello Ultras in particolare sono diventati un laboratorio nel quale sperimentare nuove leggi e forme di controllo sociale.</p>
<p>Ricordiamo che il calcio è, per fatturato, la quarta industria Italiana e per salvaguare l&#8217;egemonia dei padroni del pallone, vengono istituite ogni volta leggi speciali.</p>
<h2>La Costituzione Italiana afferma che:</h2>
<p>dall&#8217;articolo 13 al 28<br />
Le libertà individuali: gli articoli dal 13 al 16 affermano che<strong> la libertà è un valore sacro</strong> e quindi inviolabile (art. 13), che il domicilio è inviolabile (art. 14), che la corrispondenza è libera e segreta (art. 15), che <strong>ogni cittadino può soggiornare e circolare liberamente nel Paese</strong> (art. 16).</p>
<p>Le libertà collettive: gli articoli dal 17 al 21 affermano che<strong> i cittadini italiani hanno il diritto di riunirsi in luoghi pubblici</strong> (con obbligo di preavviso all&#8217;autorità di pubblica sicurezza), privati e aperti al pubblico (liberamente) occasionale (art. 17) e di associarsi liberamente hanno uno scopo comune non devono andare contro il principio democratico e del codice penale (art. 18), che ogni persona ha il diritto di professare liberamente il proprio credo (art. 19), che<strong> ogni individuo è libero di professare il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di comunicazione</strong> (art. 21).</p>
<p>Il diritto penale: gli articoli dal 22 al 28 affermano il principio della forza legittima (art. 23), il diritto attivo e passivo alla difesa in tribunale (art. 24), il principio di legalità della pena (art. 25), limitazioni all&#8217;estradizione dei cittadini (art. 26), il principio di personalità nella responsabilità penale (art. 27, com. 1), <strong>il principio della presunzione di non colpevolezza</strong> (art. 27, com. 2) ed <strong>il principio di umanità e rieducatività della pena</strong> (art. 27, com. 3).<br />
</div>
<div class="arconix-pane pane-Peridiffidati">
<p><strong>CONSIGLI UTILI PER I DIFFIDATI</strong></p>
<p><img class="wp-image-1521 size-medium alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/diffida-210x300.jpg" alt="diffida" width="210" height="300" />Appena notificata la diffida, mettiti in contatto con un avvocato. Ricordiamo comunque che la difesa non è obbligatoria perché la diffida è un provvedimento amministrativo. (E&#8217; il caso che in ogni curva i gruppi ultrà abbiano un loro avvocato di fiducia, meglio se egli stesso è un tifoso, così comprende certe dinamiche. Se si è diffidati in gruppo è meglio avere tutti uno stesso difensore).</p>
<p>Sulla diffida deve esserti comunicato: da quando entra in vigore, devono essere specificati i luoghi, i nomi delle vie in cui non puoi transitare ed il motivo per cui è stata comminata. Se mancano alcune di queste informazioni chiedi al tuo avvocato di recuperarle.</p>
<p>Se la diffida è con obbligo di firma hai la possibilità di presentare, entro 48 ore (che sono poche), un memoriale a difesa al Gip che deve convalidarti l&#8217;obbligo di firma.</p>
<p>Se ritieni la diffida ingiusta consigliamo di fare immediatamente un ricorso gerarchico tramite il tuo avvocato entro 60 giorni dalla notifica della diffida. Il Prefetto (o il Questore) ha la facoltà di rigettare (di solito capita quasi sempre) il tuo ricorso entro i 60 giorni successivi dalla data di presentazione dello stesso. Nel ricorso, se non si hanno avute precedenti condanne o se non si hanno altri procedimenti penali in corso, è sempre utile allegare i due certificati di carichi pendenti (uno va richiesto in pretura, l&#8217;altro in Tribunale), ed il Certificato del Casellario Giudiziale (da richiedere in Tribunale).</p>
<p>Per quanto riguarda la diffida con obbligo di firma, c&#8217;è la possibilità, comunicandolo in forma scritta all&#8217;Ente che te la ha emessa (Questura), di chiedere di andare a firmare in una caserma di un&#8217;altra città, se quel fine settimana ci si trova fuori sede. La Questura ti deve far sapere dove! Ricordati, in questo caso di farti rilasciare un documento che provi che tu hai firmato, per evitare equivoci.</p>
<p>In questura non potrebbero trattenerti, se non giustificandone il motivo, per cui dopo la firma sei libero. Se vuoi fare la richiesta per firmare fuori dalla sede consueta, ti conviene fare una richiesta scritta almeno 15 giorni prima, ed aspettare la risposta. In caso di mancata risposta, esigila tramite il tuo avvocato.</p>
<p>In caso venga rigettato il ricorso gerarchico, puoi fare entro 60 giorni un ricorso al Tar (che però ha tempi lunghi e spese non inferiori ai 2 milioni).</p>
<p>Una volta che ti è scaduta la diffida ricordati, almeno per il primo periodo, di portartela dietro, perché potrebbero non averti ancora cancellato allo stadio dalla lista dei non graditi. Quindi, puoi evitare spiacevoli inconvenienti (tipo il perderti la partita per controlli etc.).<br />
</div>
<div class="arconix-pane pane-Reatidastadio">
<p><strong>REATI DA STADIO &#8211; I provvedimenti adottati dallo Stato</strong></p>
<p>Ecco i punti salienti del disegno di legge &#8220;Nuove disposizioni per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive&#8221;:</p>
<p>Art.1: l&#8217;ordine di presentazione del questore nei confronti delle persone denunciate o condannate per atti di violenza in occasione di manifestazioni sportive è ora esteso all&#8217;intera giornata di svolgimento della competizione:</p>
<p>&#8211; la pena per i contravventori alle prescrizioni è aumentata, dalla precedente misura (da 3 a 18 mesi) all&#8217;attuale (da sei mesi a due anni);<br />
&#8211; è prevista la possibilità di irrogazione di una particolare misura da parte del giudice, sia in sede di convalida sia con sentenza, consistente nell&#8217;obbligo di non allontanarsi dalla propria dimora in occasione di competizioni sportive;<br />
&#8211; le misure del questore e del giudice possono essere ora applicate anche con riferimento a manifestazioni sportive che si svolgono all&#8217;estero;</p>
<p>Art. 2: introduce una specifica fattispecie di reato, consistente nel lancio di corpi contundenti in occasione di competizioni agonistiche (pena della reclusione da 3 mesi a 3 anni);<br />
Art. 3: introduce la possibilità di arresto in flagranza per tutti i delitti non colposi, consumati o tentati, commessi con violenza su cose o persone in occasione di manifestazioni sportive;<br />
Art. 4: Introduce una circostanza aggravata (aumento della pena fino alla metà) per i reati commessi con uso di violenza in occasione di manifestazioni sportive; si esclude il giudizio di prevalenza o di equivalenza; si prevede, per i delitti commessi con violenza, il giudizio direttissimo;<br />
Art. 5: si aumentano le sanzioni a carico delle società sportive che continuano a intrattenere rapporti con associazioni di tifosi cui aderiscono soggetti denunciati o condannati per atti di violenza in occasione di manifestazioni sportive.</p>
<p><strong>SIMBOLI POLITICI &#8211; I 7 PUNTI APPROVATI DAL CONSIGLIO FEDERALE</strong></p>
<p>Ecco i sette punti approvati dal Consiglio Federale. Con gli striscioni da stadio d&#8217;ora in poi ci si comporterà così:</p>
<p>1. QUANDO Se il responsabile dell&#8217;ordine pubblico ritiene che uno o più striscioni esposti dai tifosi costituisca incitamento o apologia della violenza o della discriminazione razziale e che dunque sia reato, si rivolge al quarto uomo per chiedere all&#8217;arbitro di non iniziare o sospendere la gara.<br />
2. I CALCIATORI In caso di sospensione, i calciatori dovranno rimanere al centro del campo.<br />
3. LO SPEAKER Lo speaker dello stadio informerà il pubblico sui motivi del mancato inizio o della sospensione, invitando all&#8217;immediata rimozione dello striscione.<br />
4. L&#8217;ARBITRO L&#8217;arbitro, nell&#8217;ipotesi di prolungamento della sospensione, può ordinare alle squadre di rientrare negli spogliatoi<br />
5. RIPRESA DI GIOCO Toccherà al responsabile della sicurezza dare istruzioni all&#8217;arbitro per la ripresa del gioco<br />
6. TEMPO SOSPENSIONE Trascorsi 45&#8242; dalla sospensione o dal mancato inizio l&#8217;arbitro dichiarerà chiusa la gara.<br />
7. PROVVEDIMENTI Gli organi della giustizia sportiva adotteranno i provvedimenti disciplinari previsti dall&#8217;art. 7 C.G.S. (che prevede la sconfitta a tavolino per 0 &#8211; 2).<br />
</div>
<div class="arconix-pane pane-IlCasoRaciti">
<h2>Il Caso Raciti</h2>
<p><strong>Articolo di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina<br />
(fonte: http://espresso.repubblica.it)</strong><br />
giovedì 08 marzo 2007</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1999" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/raciti.jpg" alt="raciti" width="300" height="230" />Due telecamere fisse puntate fuori e dentro lo stadio riprendono l&#8217;unica carica cui partecipa l&#8217;ispettore capo del reparto mobile Filippo Raciti contro la teppaglia catanese scesa giù dalla curva Nord per aggredire gli odiati &#8220;cugini&#8221; palermitani appena giunti al Massimino con un&#8217;ora di ritardo. Sono le 19,04 del 2 febbraio scorso e le immagini restituiscono i gesti di un ragazzone grande e grosso che con altri cinque o sei ultras afferra e poi scaglia verso gli agenti un pezzo di lamiera. Lo stesso pezzo, secondo le ricostruzioni degli investigatori, verrebbe usato contro il plotone di divise blu a mo&#8217; di ariete. Ma questo le immagini non lo mostrano. È in quegli attimi, compresi tra le 19,04 e le 19,09 che, secondo la Procura dei minori e la Squadra mobile di Catania, Raciti riceve il colpo mortale che gli recide una vena del fegato. Ed è qui, sul filo dei minuti e dei fotogrammi, che rischia di sommarsi il dramma di un ultrà minorenne, Antonio, 17 anni, travolto da un&#8217;accusa ancora tutta da dimostrare. Un &#8220;carusu do Furtino&#8221;, quartiere ad alta densità popolare di Catania, attirato dal fumo dei lacrimogeni e dai rumori della rissa, pronto a rigirare la felpa per calarsi il cappuccio sul volto, un &#8220;carusu&#8221; che la sera del 6 febbraio, ripreso dalle telecamere nascoste nella camera di sicurezza della questura di Catania, alla domanda di un ultrà rinchiuso con lui: &#8220;L&#8217;hai ammazzato tu?&#8221;, avrebbe fatto cenno di sì, spavaldo, con la testa. Basta questa ammissione, poi smentita durante l&#8217;interrogatorio, e contestata dalla difesa del minorenne secondo cui il video girato in questura dimostra esattamente il contrario, a chiudere la partita dell&#8217;accusa e a rendere giustizia alla morte di Raciti? &#8220;L&#8217;espresso&#8221; è in grado di ricostruire, momento per momento, che cosa è accaduto quella sera a Catania.</p>
<p>Ore 16,30: un&#8217;ora prima del calcio d&#8217;inizio migliaia di persone affollano la zona cosiddetta del prefiltraggio, tra l&#8217;esterno delle curve e l&#8217;area interna dello stadio. &#8220;C&#8217;era una fila enorme all&#8217;ingresso della curva Nord&#8221;, racconta Sergio, uno dei tifosi presenti, &#8220;è stato in quel momento che hanno deciso di aprire i cancelli. E tutti, 5 mila, 6 mila persone, sono entrati senza alcun controllo. A me non è stato vidimato l&#8217;abbonamento. Neanche ai tornelli c&#8217;era alcun controllo, né da parte della polizia, né da parte degli steward dello stadio&#8221;. Tra i tifosi entra anche Antonio, piccoli precedenti per rissa, figlio di un operaio della St Microelectronics, azienda gioiello della Silicon Valley catanese, e di una fioraia, studente del quarto anno dell&#8217;istituto Val di Savoia.</p>
<p>Ore 19,04: il secondo tempo è cominciato da qualche minuto e allo stadio arrivano i pullman dei tifosi palermitani, scortati dalla polizia. Dai gradoni della curva Nord inizia un fitto lancio di oggetti verso gli avversari, protetti da un cordone di polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Partono i primi lacrimogeni. Dagli spalti i più esagitati si precipitano verso le uscite per cercare lo scontro fisico. Tra loro c&#8217;è pure Antonio.</p>
<p>Ore 19,04-19,09: due telecamere fisse riprendono l&#8217;unica carica cui partecipa l&#8217;ispettore Raciti, riconosciuto con certezza dal casco opaco, ricordo del G8 di Genova, dai gradi sulle spalline e dall&#8217;assenza dei parastinchi. La prova più forte dell&#8217;accusa è un &#8220;combinato disposto di due filmati realizzati da due posizioni diverse&#8221;. Le riprese non sono complete perché entrambi gli obiettivi non colgono l&#8217;eventuale contatto. La prima telecamera puntata verso l&#8217;interno della Nord riprende i tifosi che raccolgono un pezzo di lamiera, probabilmente un coprilavabo in alluminio con delle spalliere, che pesa circa cinque chili. Si intravedono altre cinque o sei persone, non riconosciute, che insieme ad Antonio raccolgono quella sbarra e la lanciano &#8220;a parabola&#8221;. L&#8217;altra telecamera è puntata verso l&#8217;esterno e ritrae i poliziotti che si dirigono verso l&#8217;ingresso della curva Nord. Viene ripreso anche il momento in cui la lamiera cade per terra sollevando polvere.</p>
<p>Interrogato l&#8217;8 febbraio, il minorenne indagato si riconosce nei fotogrammi, ammette di avere scagliato insieme agli altri il pezzo di lamiera e anche di averlo &#8220;spinto una volta&#8221; contro gli agenti, ma sostiene di non avere colpito nessuno. Per gli investigatori l&#8217;assenza di immagini determinanti &#8220;è un dettaglio marginale&#8221;, perché, sostengono, &#8220;è rigorosamente logico che ci sia l&#8217;impatto&#8221; tra il giovane e l&#8217;ispettore. Una tesi contestata dalla difesa: &#8220;Dalle immagini&#8221;, dice l&#8217;avvocato Giuseppe Lipera, &#8220;si ha la perfetta percezione che l&#8217;oggetto lanciato abbia compiuto interamente la sua traiettoria per inerzia, senza urtare alcunché. Nei filmati non c&#8217;è alcun fotogramma che ritragga i giovani che brandiscono a mo&#8217; d&#8217;ariete quel pezzo di lamiera. Anche i carabinieri del reparto mobile di Palermo, interrogati l&#8217;11 febbraio, non aggiungono nulla. Quel possibile colpo non l&#8217;ha visto nessuno, neanche i carabinieri che erano alle spalle dell&#8217;unità guidata dall&#8217;ispettore Raciti, all&#8217;ingresso della curva Nord&#8221;. Intanto la scientifica sta esaminando lo strappo subito dal giubbotto di Raciti &#8220;sul lato destro&#8221; per accertare la compatibilità, anche dalle tracce di polvere, con il lavabo di alluminio. Ma il punto è un altro. Se Raciti subisce un colpo mortale, nessuno se ne accorge. Neanche lui.</p>
<p>Ore 20,30: la partita è finita, ma gli ultras proseguono la guerriglia fuori dello stadio. A un&#8217;ora e 20 da quell&#8217;unica carica Raciti continua a difendere l&#8217;ordine pubblico. &#8220;Ci lanciavano estintori&#8221;, ricorda Carmelo P., collega di Raciti, &#8220;pietre, pezzi di ceramica e lavabi contro i nostri mezzi. Abbiamo preso un Discovery per cercare di allontanarli, ma ci hanno assalito, sfondando la carrozzeria della vettura, i vetri. È persino scoppiata una ruota&#8221;. Sessantadue tra poliziotti e carabinieri refertati all&#8217;ospedale Garibaldi, contro 25 tifosi testimoniano una violenza a senso unico. Persino il capo del reparto mobile, Pietro Gambuzza, alle cinque del mattino si accorge di avere il piede destro fratturato. &#8220;Eravamo riusciti a fermare uno degli aggressori, io non volevo andare via&#8221;, ricostruisce l&#8217;agente, &#8220;ma Raciti mi ha detto di portare il fermato nel camper dove li raccoglievamo e sono andato. Da lontano ho poi visto del fumo sotto la vettura e quando sono tornato sul posto Filippo era già in barella svenuto&#8221;. Raciti è nel Discovery, qualcuno getta una bomba carta dentro l&#8217;auto. Alle 20,34 l&#8217;ispettore si accascia: &#8220;Mi sento male, aiuto&#8230;&#8221;. Lo soccorre un medico della polizia che per primo si accorge del Discovery che procede lentamente a marcia indietro con lo sportello anteriore destro aperto, scortato da agenti di polizia. L&#8217;ispettore arriva al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Garibaldi in condizioni disperate. Il referto d&#8217;ingresso parla di arresto cardiocircolatorio per barotrauma, evento conseguente all&#8217;onda d&#8217;urto causata da esplosione. Il corpo di Raciti, infatti, non presenta alcun segno visibile di contusione o di contatto con un corpo contundente. &#8220;Ci siamo accorti subito che era gravissimo&#8221;, dice Sergio Pintaudi, direttore del Dipartimento di emergenza: &#8220;Dalla lettiga dell&#8217;ambulanza al lettino del pronto soccorso il volto è diventato cianotico e le labbra nere. Il cuore ha smesso di battere. Raciti viene sottoposto a massaggio cardiaco, adrenalina e defibrillazione, poi viene trasferito in rianimazione&#8221;. Ma il cuore è fermo e non ripartirà più; dall&#8217;organo arrivano solo segnali elettrici di risposta alle cardiostimolazioni,il cervello si fermerà intorno alle 22,10. Dice il medico: &#8220;Gli esami hanno evidenziato la lesione di una vena del fegato, ma sul corpo non c&#8217;era alcun segno visibile di impatto. Questo può non voler dire nulla: un colpo di questo tipo può essere aggravato da tanti fattori come la posizione del corpo o eventuali movimenti. Considerando la carica di adrenalina del momento e la giovane età, il colpo che ha causato la lesione va collocato in un arco temporale di tre quarti d&#8217;ora al massimo prima del decesso. In altra situazione la morte sarebbe arrivata più rapidamente&#8221;. I dati definitivi dell&#8217;autopsia, eseguita dal medico Giuseppe Ragazzi, non sono ancora disponibili. Il difensore del minorenne indagato, Giuseppe Lipera, ha nominato un perito per le controanalisi: &#8220;Non abbiamo avuto nulla&#8221;, spiega il legale, &#8220;neanche i primi dati dell&#8217;esame autoptico. La Procura dei minori ha comunicato di non poterli fornire perché la perizia è stata disposta da altra autorità giudiziaria, la Procura distrettuale della Repubblica&#8221;. Resta una domanda: Raciti muore per il colpo subito tra le 19,04 e le 19,09 non ripreso dalle telecamere? Oppure ne ha subito un altro, mortale, durante la guerriglia successiva?</p>
<h2>Una camionetta della polizia in retromarcia. Un urto. Poi l&#8217;ispettore si accascia. Dal verbale di un agente forse una nuova verità sulla tragedia di Catania Giallo Raciti in curva Nord</h2>
<p><strong>articolo di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messin<br />
(fonte: www.espresso.repubblica.it)</strong><br />
venerdì 06 aprile 2007</p>
<p>Discovery della polizia si muove in retromarcia per sfuggire all&#8217;inferno di pietre, fumo e bombe carta scatenato dagli ultras catanesi. Poi, un botto improvviso sulla vettura. In quel momento l&#8217;ispettore Filippo Raciti si porta le mani alla testa e si accascia. Due colleghi lo adagiano nel sedile posteriore del fuoristrada; l&#8217;ispettore si lamenta dal dolore e non riesce a respirare. Potrebbe essere in questo racconto, nel verbale redatto il 5 febbraio scorso alla squadra mobile di Catania, la soluzione del &#8216;caso Raciti&#8221;, l&#8217;ispettore di polizia morto dopo gli scontri con i tifosi durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio.<br />
A raccontare è l&#8217;autista del fuoristrada, l&#8217;agente scelto S. L., 46 anni. È lui che ricostruisce dettagliatamente quella giornata di follia: dall&#8217;arrivo dei pullman con i tifosi del Palermo sino agli ultimi momenti di Raciti. Il passaggio più importante del verbale va collocato intorno alle 20,30. Più di un&#8217;ora dopo il presunto contatto con gli ultras di fronte al cancello della curva Nord e a partita appena conclusa, mentre fuori dallo stadio continua la guerriglia. Rivela S. L.: &#8220;. In quel frangente sono stati lanciati alcuni fumogeni, uno dei quali è caduto sotto la nostra autovettura sprigionando un fumo denso che in breve tempo ha invaso l&#8217;abitacolo. Raciti ci ha invitato a scendere dall&#8217;auto per farla areare. Il primo a scendere è stato Raciti. Proprio in quel frangente ho sentito un&#8217;esplosione, e sceso anch&#8217;io dal mezzo ho chiuso gli sportelli lasciati aperti sia da Balsamo che dallo stesso Raciti ma non mi sono assolutamente avveduto dove loro si trovassero poiché vi era troppo fumo. Quindi, allo scopo di evitare che l&#8217;autovettura potesse prendere fuoco, mentre era in corso un fitto lancio di oggetti e si udivano i boati delle esplosioni, chiudevo gli sportelli e, innescata la retromarcia, ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel momento ho sentito una botta sull&#8217;autovettura e ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra insieme a Balsamo portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo e ho visto un paio di colleghi soccorrere Raciti ed evitare che cadesse per terra&#8221;. Raciti viene adagiato sul sedile e soccorso da un medico della polizia.</p>
<p>L&#8217;ispettore muore per la manovra imprudente di un collega alla guida del Discovery? A ipotizzarlo, dopo avere letto il verbale, è adesso la difesa dell&#8217;unico indagato, il minorenne Antonio S. arrestato pochi giorni dopo gli scontri, e accusato dell&#8217;omicidio. Scrive il medico Giuseppe Caruso, nella consulenza di parte: le fratture delle quattro costole dell&#8217;ispettore e le sue lesioni al fegato sono compatibili, &#8220;con abbondante verosimiglianza, con il bordo dello sportello di un fuoristrada o dello spigolo posteriore di un identico autoveicolo&#8221;.</p>
<p>Si potrebbe ribaltare dunque lo scenario proposto dalla polizia e dal pm della Procura presso il Tribunale per i minorenni, Angelo Busacca, che accusano il giovane di avere scagliato, con altri, un pezzo di lamiera contro un gruppo di agenti, tra cui Raciti, che tentavano di proteggere i tifosi del Palermo. Un gesto compiuto, come testimoniano le riprese video, tra le 19,04 e le 19,09. La partita giudiziaria ora si gioca sul terreno medico-legale. A sostegno della nuova richiesta di scarcerazione per mancanza di indizi del minorenne gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco hanno depositato la consulenza di Caruso che demolisce le considerazioni del medico-legale del pm, Giuseppe Ragazzi. &#8220;La frattura delle coste, a maggior ragione quando le coste fratturate sono diverse&#8221;, scrive Caruso, &#8220;comporta dolori lancinanti e difficoltà respiratorie immediate e non consentono, a chiunque, lo svolgimento delle normali attività fisiche&#8221;. Come ha fatto Raciti, dunque, si chiedono i difensori, a fronteggiare gli ultras catanesi, dalle 19,08 sino alle 20,20, con quattro costole fratturate e un&#8217;emorragia al fegato senza avvertire dolori? La risposta è affidata a una nuova consulenza medico-legale collegiale, che gli avvocati hanno chiesto al gip Alessandra Chierego, con &#8220;esperti di chiara fama, non escludendo l&#8217;ipotesi di dovere chiedere la riesumazione del corpo dell&#8217;ispettore&#8221;. Oltretutto Raciti, dopo le 19,08, ha continuato il suo lavoro senza problemi, come testimonia il suo collega Lazzaro: &#8220;Mentre eravamo in macchina non ho sentito Raciti lamentare dolori o malessere&#8221;. Dopo due mesi di indagini della polizia di Catania ora il caso Raciti è affidato ai carabinieri del Ris di Parma: i risultati della nuova perizia si conosceranno entro un paio di mesi.</p>
<h2>Caso Raciti: cadono le accuse di omicidio</h2>
<p><strong>(fonte Datasport)<br />
Lun 04 Giu, 6:16 PM</strong></p>
<p>Clamoroso sviluppo nel caso legato al diciassettenne indagato per la morte dell`ispettore Filippo Raciti. E’ stata il gip Alessandra Chierego ad annullare l`ordine di arresto per omicidio da lei stessa emesso nella prima fase dell`inchiesta nei confronti del giovane, accusato di essere stato il protagonista dei tragici fatti del 2 febbraio a margine del derby siciliano fra Catania e Palermo che portarono all’assassinio del 38.enne ispettore capo di polizia.</p>
<p>Il ragazzo ha avuto la notizia dai propri legali, che lo hanno incontrato nel carcere per i minorenni di Bicocca. In cui comunque il giovane, minorenne, rimarra`, visto che nei suoi confronti resta pendente l`ordine di arresto per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.</p>
<p>La sostanza e` quindi quella che non vuole il ragazzo accusato improvvisamente diventare innocente, ma semplicemente sottolinea come siano venuti meno alcuni indizi che avrebbero legato il giovane ultra` catanese alla morte di Raciti.</p>
<p>Nel provvedimento il gip sottolinea come vengano introdotti elementi di dubbio che ‘fanno sminuire la graniticita` del costrutto accusatorio’. In parole povere non c’e` la prova che il sottolavello in lamiera con il quale, secondo l`accusa, il minorenne avrebbe colpito l`investigatore all`ingresso della curva nord del Massimino, abbia provocato la morte di Raciti.</p>
<p>La posizione della famiglia Raciti e` laconica e trova sfogo attraverso le parole del legale che ne cura gli interessi: ”Se ora il gip ha deciso la scarcerazione dell`indagato significa che ricorrevano le condizioni per farlo” . Nessuno vuole trovare un colpevole a caso, basta che, una volta tanto, la giustizia trovi quello vero.</p>
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		<title>Casuals</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 12:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[UltrasLazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mentalità Ultras]]></category>
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		<category><![CDATA[ultras]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Il casual è una sottocultura nata all&#8217;inizio degli anni ottanta nel Regno Unito. La genesi del movimento va ricercata nelle terrace, ovvero le gradinate degli stadi inglesi, frequentate da gruppi di ragazzi facinorosi (hooligan) che cercavano il contatto con gli avversari e con la polizia: questi gruppi erano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-1469" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/stan-smith.jpg" alt="stan smith" width="268" height="138" /><img class="wp-image-1468 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/sergio-tacchini.gif" alt="sergio tacchini" width="374" height="140" /><img class="wp-image-1467 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/polo-fila.jpg" alt="polo fila" width="90" height="140" /></p>
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<p>Il casual è una sottocultura nata all&#8217;inizio degli anni ottanta nel Regno Unito.<br />
La genesi del movimento va ricercata nelle terrace, ovvero le gradinate degli stadi inglesi, frequentate da gruppi di ragazzi facinorosi (hooligan) che cercavano il contatto con gli avversari e con la polizia: questi gruppi erano formati in prevalenza da skinhead e Hard Mod.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-1459" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/collage.jpg" alt="collage" width="475" height="170" /></p>
<p><img class="wp-image-1457 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/be3a43678e43c5938426f2cbf552350c.jpg" alt="be3a43678e43c5938426f2cbf552350c" width="227" height="170" /></p>
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<p>A causa dell&#8217;appariscenza del vestiario skinhead però, questi gruppi venivano sempre più facilmente localizzati dalla polizia e quindi repressi. Nacque così l&#8217;esigenza di adottare un look che avesse un basso profilo e non presentasse nessun riferimento alla propria squadra, in modo da facilitare il tentativo di non esser notati nella folla dei tifosi pacifici e differenziarsi dagli hooligan.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-1446 size-medium" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/3aaa9a46b119d26fd8d5071a9726cd36-300x199.jpg" alt="3aaa9a46b119d26fd8d5071a9726cd36" width="300" height="199" /><img class="alignleft wp-image-1449 size-medium" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/5c251236374326f04d98a4663ba198e4-198x300.jpg" alt="5c251236374326f04d98a4663ba198e4" width="198" height="300" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1447 size-medium" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/4c5582b6a75f678d980a89e49eaf64ee-203x300.jpg" alt="4c5582b6a75f678d980a89e49eaf64ee" width="203" height="300" /></p>
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<p>Il movimento, secondo la maggioranza degli osservatori, prese il via nel nord dell&#8217;Inghilterra e precisamente a Liverpool (ma non solo, si veda ad esempio i Perry boys di Manchester). La prova più evidente consta nella grande influenza che gli scouser (il soprannome dato agli abitanti di Liverpool) ebbero nel look dei primi casual: Fila, Sergio Tacchini, Ellesse, Lacoste, tutte marche che i tifosi del Liverpool portarono in patria dalle loro frequenti trasferte in Italia e Francia. Intanto il fenomeno casual da semplice modo di vestire diventò una vera e propria sottocultura, dominata da due elementi principali: il vestirsi in stile e l&#8217;azione allo stadio (chiaramente vi erano anche altri elementi, come l&#8217;abuso eccessivo di alcool e l&#8217;ascolto di musica skinhead).</p>
<p><img class="size-full wp-image-1451 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/53e4869e5e735d42dadc3c34d3e918b2.jpg" alt="53e4869e5e735d42dadc3c34d3e918b2" width="500" height="100" /></p>
<p><img class="wp-image-1458 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/bensherman.jpg" alt="bensherman" width="223" height="170" /></p>
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<p>Proprio riguardo l&#8217;abbigliamento, una caratteristica che il casual ereditò dal movimento mod fu quella di cambiare sempre etichette, pur rimanendo chiaramente all&#8217;interno dello stile: nel corso degli anni si sono avvicendate decine di marche preferite, anche se nell&#8217;immaginario collettivo la sottocultura casual rimane legata al &#8220;quadrettato&#8221; della Burberry e dell&#8217;Aquascutum e ai capi della Stone Island e C.P. Company. La prima ondata casual si esaurì alla fine degli anni&#8217;80, con l&#8217;avvento della rave scene e dello sballo causato dall&#8217;ecstasy.</p>
<p><img class="wp-image-1455 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/4968b5ad49f6507e20b05211277588b4.jpg" alt="4968b5ad49f6507e20b05211277588b4" width="172" height="129" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1454" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/711dae82432686d0ea3ebe42db4d088e.jpg" alt="711dae82432686d0ea3ebe42db4d088e" width="140" height="128" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1453" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/275bc29b463ff58e315d7888dca080b7.jpg" alt="275bc29b463ff58e315d7888dca080b7" width="161" height="129" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1452" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/180ec00a074e842af76893365806c2dc.jpg" alt="180ec00a074e842af76893365806c2dc" width="190" height="129" /></p>
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<p>La seconda ondata casual iniziò nei primi anni &#8217;90 diffondendosi in tutta Europa, in nazioni come Francia, Paesi Bassi, Belgio, Germania (anche se in quest&#8217;ultimo paese si diffuse maggiormente lo stile hooligan, che differisce dal casual soprattutto per la scarsissima importanza data al vestire). La terza ondata casual partì sul finire degli anni &#8217;90 e andò a prendere piede in quei paesi del sud Europa fino ad allora interessati solo dal fenomeno ultras: Italia, Spagna, Grecia, Serbia e Croazia. Ad oggi in questi ultimi paesi si assiste a uno strano connubio tra le sottoculture ultras e casual: molti gruppi pur mantenendo gli striscioni, uno dei simboli del movimento ultras, adottano un look e un modo di agire propriamente casual, come evitare la scorta e usare i mezzi propri per recarsi in trasferta.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-1445" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/2efa681e8c7d248a410ba45bf2feca96.jpg" alt="2efa681e8c7d248a410ba45bf2feca96" width="153" height="211" /><img class="alignleft wp-image-1448" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/4e761aae9f682bb1d3f33dfafff96020-150x150.jpg" alt="4e761aae9f682bb1d3f33dfafff96020" width="150" height="113" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1444 size-thumbnail" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/0d75a022cbb5e493ff3be262de75d84c-150x150.jpg" alt="0d75a022cbb5e493ff3be262de75d84c" width="150" height="150" /></p>
<p><img class="wp-image-1450 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/6ab4f798607ef50a3f219e68fadd2586.jpg" alt="6ab4f798607ef50a3f219e68fadd2586" width="125" height="129" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1456" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/9695d8038abb90086b7b2f74607d6077.jpg" alt="9695d8038abb90086b7b2f74607d6077" width="158" height="170" /></p>
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<p>Il casual si diffuse nelle curve italiane a cavallo tra la fine degli anni &#8217;90 e gli inizi del nuovo millennio (a parte la già citata eccezione riguardante la tifoseria veronese che si può inquadrare nella seconda ondata casual). I principali centri di sviluppo furono ovviamente le grandi città, Roma e Milano in testa, seguite da Genova e Torino e dall&#8217;area del Triveneto. Ultimamente il fenomeno casual è dilagato in tutta la realtà calcistica italiana, e gruppi d&#8217;ispirazione casual si possono trovare in tutta la penisola e nelle isole.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-1462 size-full" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/e569c0523d954abf99f58f98bfb1fe77.jpg" alt="e569c0523d954abf99f58f98bfb1fe77" width="500" height="176" /></p>
<p><img class="wp-image-1461 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/d8c46f11d0cf9b754bfa4624043e8311.jpg" alt="d8c46f11d0cf9b754bfa4624043e8311" width="256" height="170" /></p>
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]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ultraslazio.it/public/index.php/2014/10/03/casuals/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
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		<title>Amicizie e Rivalità</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 15:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[UltrasLazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mentalità Ultras]]></category>
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		<category><![CDATA[gemellaggi]]></category>
		<category><![CDATA[rivalità]]></category>
		<category><![CDATA[ultras]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<div class="arconix-tabs-horizontal"><ul class="arconix-tabs"><li data-arconix-icon=" " data-arconix-color=" " class="arconix-tab tab-Amicizie"><a class="" href="#tab-Amicizie">Amicizie</a></li>
<li data-arconix-icon=" " data-arconix-color=" " class="arconix-tab tab-Rivalit"><a class="" href="#tab-Rivalit">Rivalità</a></li></ul>
<div class="arconix-panes"><div class="arconix-pane pane-Amicizie">
<h2>LIVERPOOL &#8211; <span style="color: #ff0000;">THANK YOU REDS!</span></h2>
<p><em>Riconoscenza eterna</em><br />
<img class="alignleft wp-image-1832 size-medium" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/conti-300x214.jpg" alt="conti" width="300" height="214" /><span style="text-decoration: underline;">Roma, 30 maggio 1984</span><br />
<strong>LIVERPOOL vs ROMA 1-1</strong><br />
Il tabellino del match:<br />
<strong> (5-3 ai rigori)</strong><br />
LIVERPOOL: Grobbelaar, Neal, Kennedy, Lawerson, Whelan, Hansen, Dalglish (Robinson), Lee, Rush, Jonhston (Nicol), Souness.<br />
All. Fagan<br />
ROMA: Tancredi, Nappi, Bonetti, Righetti, Falcao, Nela, Conti, Cerezo (Strukely), Pruzzo (Chierico), Di Bartolomei, Graziani.<br />
All. Liedholm<br />
MARCATORI: 15&#8242; Neal, 38&#8242; Pruzzo<br />
ARBITRO: Fredriksson (Sve)</p>
<p><strong>SEQUENZA RIGORI:</strong></p>
<div style="float: left; width: 30%;">LIVERPOOL<br />
Nicol (fallito)<br />
Neal (rete)<br />
Souness (rete)<br />
Rush (rete)<br />
<strong>Kennedy (RETE!) </strong></div>
<div style="float: left; width: 30%;">ROMA<br />
DiBartolomei (Rete)<br />
<strong>Conti (FALLITO!)</strong><br />
Righetti (rete)<br />
<strong>Graziani (FALLITO!)</strong></div>
<div class="clear"></div>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/romabeffata.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1835" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/romabeffata-150x150.jpg" alt="romabeffata" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/pruzzo.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1834" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/pruzzo-150x150.jpg" alt="pruzzo" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/rush.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1836" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/rush-150x150.jpg" alt="rush" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/falcao.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-1833 size-thumbnail" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/falcao-150x150.jpg" alt="falcao" width="150" height="150" /></a></p>
<div class="clear"></div>
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<h2>INTER</h2>
<p><em>GEMELLAGGIO</em><br />
Coreografia per Gabriele<br />
<img class="alignleft wp-image-1856" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/intergabriele-300x225.jpg" alt="intergabriele" width="370" height="278" /><img class="alignleft wp-image-1864" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/pechino-300x225.jpg" alt="pechino" width="370" height="278" /></p>
<p>Quello con gli interisti è sicuramente uno dei gemellaggi più solidi ed importanti d&#8217;Italia, un gemellaggio che nasce intorno alla metà degli anni &#8217;80 e rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa Uefa 1998 a Parigi o il 5 maggio 2002 all&#8217;Olimpico, con tutti i tifosi laziali ad augurare agli amici interisti la conquista del tricolore.<br />
Nella stagione 2008-2009, durante Inter-Lazio la Nord di Milano si ricopre addirittura di biancoceleste, componendo una scritta gigante con il nome di GABRIELE a dimostrazione che il gemellaggio tra Inter e Lazio sia il più saldo d&#8217;Italia.</p>
<h2>REAL MADRID</h2>
<p><em>GEMELLAGGIO</em><br />
Messaggio di benvenuto<br />
<img class="alignleft wp-image-1857 size-medium" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/realmadrid-300x225.jpg" alt="realmadrid" width="300" height="225" /></p>
<p>Il Gemellaggio tra gli Irriducibili e gli Ultras Sur nasce ufficialmente nella stagione 2001, durante il doppio confronto tra Lazio e Real Madrid in Champions League, gemellaggio rinsaldato sempre in Champions qualche anno dopo, nel 2007-08.</p>
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<h2>HELLAS VERONA</h2>
<p><em>AMICIZIE PERSONALI</em><br />
03-04 Ternana vs Verona<br />
<img class="alignleft wp-image-1858 " src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/200304_trvr-300x204.jpg" alt="200304_trvr" width="300" height="204" /></p>
<p>Quello con i veronesi, non è un gemellaggio, ma una amicizia tra individui, basata su stessi principi ultras, sullo stesso modo di intendere il tifo e dalle comuni rivalità, non si può parlare di gemellaggio per la loro salda amicizia con fiorentini e sampdoriani.<br />
Laziali spesso presenti a Terni (vedi foto), durante i match tra Ternana e Verona.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2>TRIESTINA</h2>
<p><em>GEMELLAGGIO</em><br />
04-05 Ternana vs Triestina<br />
<img class="alignleft wp-image-1859 size-medium" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/200405_trts-300x199.jpg" alt="200405_trts" width="300" height="199" /><br />
Il gemellaggio con gli ultras alabardati, nasce negli anni&#8217;80, anni in cui le due tifoserie si affrontavano in serie &#8220;B&#8221;, celebre fu un loro striscione &#8220;BENVENUTE AQUILE&#8230; INSIEME TORNEREMO GRANDI!&#8221;, nell&#8217;ultimo Triestina-Roma di Coppa Italia, nella loro curva sono stati esposti i nostri vessilli. Gemellaggio rinsaldato oltre che da reciproche visite nelle rispettive curve anche nell&#8217;amichevole estiva del 2009. Laziali spesso presenti a Terni (vedi foto), durante i match tra Ternana e Triestina e viceversa, triestini spesso presenti a Udine per Udinese-Lazio.</p>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2>WEST HAM</h2>
<p><em>AMICIZIE PERSONALI<br />
</em></p>
<h2><img class="alignleft wp-image-2505 size-medium" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/photo166791847055830559-300x300.jpg" alt="west_ham_lazio_fans" width="300" height="300" /></h2>
<p>West Ham e Lazio, storia di un’amicizia sempre più consolidata. Chiamatelo gemellaggio o, se non vi piace, amicizia appunto. Perché il rapporto che si è instaurato tra le due tifoserie è solido, leale e sincero.<br />
Un’amicizia, quella tra le due compagini, che dura ormai da tre anni, dopo che alcuni membri delle due “opposte” tifoserie si sono conosciuti in occasione di una vacanza. Da lì, la promessa della Nord di “rompere” il gemellaggio con il Chelsea per instaurare quello molto più forte e sentito con gli Hammers.<br />
Un rapporto di fratellanza che viene contraccambiato ogni volta che a Roma si disputa una partita importante. Derby su tutti. I tifosi di Upton Park, infatti, non se ne perdono uno. Erano presenti quando Candreva, Hernanes e Mauri regalarono la vittoria alla Lazio due anni fa, erano presenti il 26 maggio ad assistere alla storica rete di Lulic. E saranno presenti a gennaio, per il primo derby della stagione. C’è chi (senza far nomi) addirittura ha voluto partecipare alla delicata trasferta di Europa League della Lazio in Grecia, contro il Panatinaikos.<br />
Alcuni di loro hanno anche lo stemma sociale dei biancocelesti tatuato, altri hanno provveduto a realizzare adesivi che certificano questo gemellaggio e che hanno distribuito a tutti i giovani che frequentano il pub.<br />
Difficile, per questo motivo, non considerarlo tale. Perché quando tra due tifoserie esiste così tanto rispetto e i responsabili (seppur nel West Ham la vecchia “firm” si è sciolta) dei rispettivi gruppi decidono di condividere anche i viaggi e le vacanze, é inevitabile che si diventi amici. E la storia non finisce qui.</p>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2>ESPANYOL</h2>
<p><em>GEMELLAGGIO</em><br />
Tifosi dell&#8217;Espanyol in Curva Nord<br />
<img class="alignleft wp-image-1861" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/espanyolcurvanord-300x225.jpg" alt="espanyolcurvanord" width="342" height="257" /><img class="alignleft wp-image-1860" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/livorno-300x199.jpg" alt="livorno" width="387" height="258" /><br />
Le due squadre non si sono mai incontrate, ma c&#8217;è sintonia dal punto di vista politico tra i Laziali e le Brigadas Blanquiazules, dell&#8217;Espanyol, da sempre rivali del Barcellona. Spesso presenti in Curva Nord con lo striscione delle Brigadas durante i derby e le partite di cartello.<br />
Laziali presenti anche a Livorno (vedi foto) durante un match di Coppa Uefa tra Livorno ed Espanyol.</p>
<div class="clear"></div>
<h2>CHIETI</h2>
<p><em>AMICIZIE PERSONALI</em><br />
Non c&#8217;è gemellaggio, ma sintonia, tra i tifosi del Chieti e quelli Laziali per i modi di intendere il tifo e lo stile. Il loro gruppo principale è quello degli &#8220;Irriducibili&#8221;, e celebre fu il coro importato dalla loro Curva nella Nostra, il &#8220;Non mollare mai&#8221; diventato l&#8217;inno della Curva Laziale.</p>
<h2>ASCOLI</h2>
<p><em>AMICIZIE PERSONALI</em><br />
Banda Noantri ospite in Curva Sud<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-1862" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/gemlazioascoli-300x194.jpg" alt="gemlazioascoli" width="300" height="194" /></p>
<p>Negli anni &#8217;80 Ascoli era un campo ostile per i Laziali, negli ultimi anni si sono strette numerose amicizie tra esponenti di entrambe le tifoserie. Amicizia rinsaldata nel 2006 nell&#8217;ultima partita di campionato ad Ascoli.</p>
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<h2>LEVSKY SOFIA</h2>
<p><em>AMICIZIE PERSONALI</em><br />
Levsky ospiti in Nord<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-1863" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/levsky-300x225.jpg" alt="levsky" width="300" height="225" /></p>
<p>Amicizie personali nate nei primi anni del 2000 tra i Laziali e tifosi del Levsky Sofia, spesso presenti in Curva Nord nei derby e quando alla Lazio capita di giocare nell&#8217;Est Europa. Quest&#8217;anno (2009) per la prima volta le due tifoserie si incontreranno &#8220;ufficialmente&#8221; nel doppio confronto nel girone della Europa League.<br />
</div>
<div class="arconix-pane pane-Rivalit">
<h2>ROMA</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em></p>
<p>Non c&#8217;è bisogno di scrivere i motivi di questa rivalità.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-1868" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/NEWS_90838-300x213.jpg" alt="NEWS_90838" width="338" height="241" /> <img class="alignleft wp-image-1869" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/Scritta.Verano.contro.Paparelli.356x237-300x199.jpg" alt="Scritta.Verano.contro.Paparelli.356x237" width="362" height="241" /><img class="alignleft wp-image-1871" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/8990romanisti-300x202.jpg" alt="8990romanisti" width="350" height="236" /> <img class="alignleft wp-image-1872" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/9899romalaziopapa-300x202.jpg" alt="9899romalaziopapa" width="350" height="237" /><br />
<img class="wp-image-2362 size-full aligncenter" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/10/110536095-efe716ef-682c-4f9a-8f88-d1961776104c-e1414582498343.jpg" alt="110536095-efe716ef-682c-4f9a-8f88-d1961776104c" width="600" height="450" /></p>
<h2 style="padding-top: 15px;">NAPOLI</h2>
<p><em>ODIO E DISPREZZO</em><br />
Più che rivalità, da parte dei tifosi Laziali c&#8217;è il disprezzo, nei confronti di una tifoseria che è stata gemellata con i romanisti, ma soprattutto che nella sua storia ha dimostrato di avere poco a che fare con il mondo ultras. Ogni Napoli-Lazio o Lazio-Napoli è sempre stato all&#8217;insegna della violenza negli anni &#8217;90 primi 2000 la rivalità ha raggiunto il suo apice.<br />
Nel 1998, nella curva A del San Paolo, quella definita &#8220;ultras&#8221;, fu esposto un ignobile striscione nei confronti di Cupido, tifoso Laziale morto una settimana prima.<br />
Ultimamente la tifoseria partenopea è cresciuta molto, dimostrandosi tra le più sensibili dopo l&#8217;11 novembre 2007.<br />
Rimane l&#8217;odio.</p>
<h2>MILAN</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em><br />
La rivalità con i tifosi rossoneri c&#8217;è sempre stata, ma negli ultimi anni è diventato vero e proprio odio, per lo scudetto scippato nel 1999, per l&#8217;arroganza della dirigenza rossonera e per il falso moralismo e l&#8217;ipocrisia della Curva Sud di Milano.<br />
Gli striscioni pro-Berlusconi nella stagione 2009-2010 ne sono la conferma.</p>
<h2>ATALANTA</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em><br />
La rivalità con i bergamaschi, è una rivalità storica, da sempre infatti Lazio-Atalanta e Atalanta-Lazio, sono considerate partite a rischio, i laziali a Bergamo sono sempre accolti con cori ostili lanci di oggetti da parte degli scalmanati ultrà orobici. La rivalità nasce per motivi politici, la curva atalantina è da sempre una delle più politicizzate a sinistra, e non mancano frange leghiste e, quindi anti-romane.<br />
Nonostante l&#8217;odio, anche i bergamaschi, come i napoletani, si sono dimostrati tra i più sensibili dopo l&#8217;11 novembre 2007.</p>
<h2>FIORENTINA</h2>
<p><em>DISPREZZO</em><br />
Basta visitare la sezione &#8220;cronologia incidenti&#8221; per rendersi conto dell&#8217;astio tra le due tifoserie, astio inasprito negli ultimi anni &#8217;90 primi 2000, con le sfide decisive per lo scudetto Laziale, con un Franchi ostile all&#8217;inverosimile.<br />
Una tifoseria che di ultras ormai ha ben poco, una delle poche tifoserie che, con il consenso delle &#8220;istituzioni&#8221; fa entrare nello stadio striscioni, tamburi, coreografie. L&#8217;unica tifoseria che la domenica dell&#8217;omicidio di Gabriele Sandri ha continuato inebetita a fare il tifo per la propria squadra come fosse una domenica qualunque.<br />
Odio e disprezzo.</p>
<h2>BRESCIA</h2>
<p><em>ODIO</em><br />
Brescia è uno dei campi più ostili d&#8217;Italia. Con i tifosi bresciani frequenti sono state in passato scaramucce e tafferugli ma mai veramente importanti, ma l&#8217;odio e la rivalità tra i Bresciani (gemellati coi milanisti) e i Laziali è tanto. Presenti nel &#8217;98 durante gli scontri tra Laziali e Milanisti nella finale di Coppa Italia a Milano.</p>
<h2>JUVENTUS</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em><br />
Come si fa a non odiare la Juventus, la spocchia e l&#8217;arroganza della sua dirigenza e di conseguenza anche la tifoseria bianconera. Frequenti gli episodi di cronaca tra le due tifoserie sia a Roma che a Torino.<br />
Anche loro tra le rivali storiche che non sono rimaste insensibili per la vicenda di Gabriele.<br />
Ma la juve va odiata&#8230; a prescindere.</p>
<h2>OLIMPIQUE MARSIGLIA</h2>
<p><em>ODIO E DISPREZZO</em><br />
La rivalità nacque durante un&#8217;amichevole nei primi anni &#8217;90, tra Lazio e Marsiglia, in cui fu sottratto ai marsigliesi lo striscione ULTRAS, nel 2000 i laziali tornarono a Marsiglia per un sfida Champions League, preceduta da minacce su internet, e furono accolti da lanci di pietre, bottiglie e biglie durante tutti i 90&#8242; minuti della partita.</p>
<h2>ARSENAL</h2>
<p><em>RIVALITA&#8217;</em><br />
Un&#8217;astio nato soprattutto a livello sportivo, questo dei laziali nei confronti dei Gunners, come dimenticare i lamenti di Patrick Vieira, per gli insulti di Mihajlovic e gli ululati dell&#8217;Olimpico.</p>
<h2>ATLETICO MADRID</h2>
<p><em>RIVALITA&#8217;</em><br />
Anche questo come quello con l&#8217;Arsenal è un&#8217;astio soprattutto sportivo, dovuto soprattutto al gemellaggio tra Laziali e Madridisti.</p>
<h2>PESCARA</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em><br />
Rivalità antica, questa tra i laziali e i pescaresi, che affonda le radici agli anni&#8217;70, più precisamente al 30 ottobre 1977, quando, durante un Lazio-Pescara, i laziali entrano in possesso di bandiere e tamburi, anch&#8217;esse biancazzurre, dei tifosi pescaresi, che le vedranno sventolare dai laziali in Curva Sud. Da allora ogni sfida giocata contro il Pescara, soprattutto all&#8217;Adriatico, sarà contrassegnata da gravi episodi di cronaca. Ultimi i tafferugli nella finale del campionato &#8220;Primavera&#8221;, in campo neutro, a Jesi.</p>
<h2>PERUGIA</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em><br />
E&#8217; forse questa la più antica rivalità extra-roma che i tifosi laziali si sono procurati nei vari stadi d&#8217;Italia. La rivalità nasce negli anni &#8217;70, soprattutto per le diverse idee politiche delle due tifoserie, che in quei periodi scaturirono in furibondi scontri tra i rossi perugini e i neri ultras laziali, soprattutto in quel di Perugia. Celebre fu un brano del libro dell&#8217;ex-calciatore del Perugia Sollier &#8220;Calci, sputi e colpi di testa&#8221;.</p>
<h2>TERNANA</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em><br />
Come nel caso del Perugia, questa è una rivalità che affonda le sue radici negli anni &#8217;70. Anni in cui la politica prevaleva sul semplice evento sportivo, e lo stesso era, spesso, un pretesto per mettere di fronte fascisti ad autonomi. L&#8217;astio con i rivali ternani dura anche oggi e ogni volta che le due società decidono di incontrarsi in amichevole, le due tifoserie danno vita ad episodi degni di cronaca.</p>
<h2>BOLOGNA</h2>
<p><em>ODIO E DISPREZZO</em><br />
Il gemellaggio che per anni i felsinei hanno avuto con i romanisti ha generato l&#8217;astio nei loro confronti da parte dei Laziali, astio non sempre acceso, ma che negli ultimi anni va sempre più aumentando. Nel 1996, anno del ritorno del Bologna in serie A, i Laziali esposero nel capoluogo felsineo lo striscione &#8220;mods spie&#8221; in riferimento ai fatti di brescia-roma del &#8217;94.</p>
<h2>TORINO</h2>
<p><em>RIVALITA&#8217;</em><br />
Una volta erano gemellati, oggi non più. Il cambio generazionale della Nord, con il passaggio di consegne dagli Eagles agli Irriducibili, e episodi dei primi anni &#8217;90, hanno fatto si che questo gemellaggio si rompesse sfociando in una non accesissima rivalità.<br />
Il gemellaggio fu rotto ufficialmente dai granata e in casa loro nel 1991 a Torino in occasione di Torino &#8211; Lazio 0-1 goal di Ruben Sosa. L&#8217;unica volta che le due tifoserie sono tornate a &#8220;contatto&#8221; è stato nel 2007 in casa del toro con qualche scaramuccia fuori dallo stadio.</p>
<h2>LECCE</h2>
<p><em>RIVALITA&#8217;</em><br />
Tra Laziali e Leccesi non è mai corso buon sangue, anche se tra le due tifoserie sono rari gli episodi di violenza.</p>
<h2>GENOA</h2>
<p><em>ODIO</em><br />
Le sfide tra Lazio e Genoa, soprattutto quelle disputate al Marassi, sono sempre state contrassegnate da episodi di violenza, tra le due tifoserie. Negli anni &#8217;80 i Laziali spesso arrivavano a Genova in treno percorrendo a piedi la città passando davanti la Gradinata Nord, dando vita a scontri corpo a corpo con la tifoseria rossoblù.</p>
<h2>SAMPDORIA</h2>
<p><em>ODIO</em><br />
Anche con la Samp, così come con il Genoa, le sfide disputate a Marassi erano contraddistinte da scontri tra le opposte fazioni, soprattutto negli anni&#8217;80. Nel 1999 i laziali passarono sotto la curva di casa con lo striscione Irriducibili spiegato, causando la reazione dei padroni di casa.</p>
<h2>FOGGIA</h2>
<p><em>RIVALITA</em>&#8216;<br />
Le trasferte dei Laziali a Foggia sono sempre state ostili e ne sa qualcosa chi, nei primi anni &#8217;90 si recava allo Zaccheria, trovandosi di fronte, non solo una tifoseria, ma l&#8217;intera cittadina.</p>
<h2>SANBENEDETTESE</h2>
<p><em>ODIO STORICO</em><br />
La rivalità coi Sanbenedettesi nasce negli anni &#8217;80, violenti scontri caratterizzarono le trasferte dei laziali a Sanbenedetto, celebre fu la foto del corteo dei Laziali con striscione spiegato, diventato uno storico murales.</p>
<h2>PISA</h2>
<p><em>ODIO</em><br />
Coi pisani è sempre stato astio, sin dagli anni &#8217;80. Una volta i Laziali vennero accolti dallo striscione &#8220;PISA E IL P.C.I. VI VOGLIONO IN B&#8221;. Violenti scontri tra Laziali e Pisani si sono ripetuti all&#8217;Arena Garibaldi di Pisa negli anni &#8217;80.</p>
<h2>MODENA</h2>
<p><em>ODIO</em><br />
Rivalità soprattutto dal punto di vista politico, acuita soprattutto nell&#8217;ultima partita tra Lazio e Modena disputata all&#8217;Olimpico nel 2004, con scontri e striscioni offensivi.</p>
<h2>LIVORNO</h2>
<p><em>DISPREZZO</em><br />
Laziali e Livornesi non si incontrano da tantissimo tempo. Ma questa è sicuramente una rivalità annunciata, per gli ideali smaccatamente di sinistra della tifoseria labronica in netta contrapposizione con la tifoseria laziale.<br />
Come volevasi dimostrare, quando le due tifoserie si sono incontrate hanno manifestato quei segnali di insofferenza reciproca e politica che erano nell&#8217;aria.<br />
A dire il vero però non c&#8217;è mai stato un contatto significativo tra le due tifoserie.<br />
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		<title>Ultrà e Ultras</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 14:54:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due modi diversi di intendere il tifo Due termini, due parole, divise da una sola lettera, la &#8220;S&#8221; finale, a fare da spartiacque a due differenti modi di intendere il tifo. Da una parte ci sono gli ultrà, ancorati alla vecchia tradizione, badano poco allo stile e puntano più sul folklore, sul calore e sulla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Due modi diversi di intendere il tifo</h2>
<p>Due termini, due parole, divise da una sola lettera, la &#8220;S&#8221; finale, a fare da spartiacque a due differenti modi di intendere il tifo.<br />
Da una parte ci sono gli ultrà, ancorati alla vecchia tradizione, badano poco allo stile e puntano più sul folklore, sul calore e sulla passionalità. Spazio quindi a bandieroni, fumogeni, fuochi d&#8217;artificio, e quant&#8217;altro in grado di colorare la curva. Dall&#8217;altra ci sono gli ultras, più vicini allo stile <a title="Stile Casual" href="http://www.ultraslazio.it/public/index.php/2014/10/03/casuals/">casual britannico</a>, tifosi che badano al proprio stile, al massimo con la propria sciarpa al collo o il proprio stendardo personalizzato, ma senza andare troppo oltre, senza degenerare a scene di isterismo e la curva Nord romana è una di queste.<br />
Da sempre il laziale porta con se allo&#8217;Olimpico e in trasferta il proprio stile, la sciarpa al collo, legata come foulard, la maglia della squadra (quando fa caldo) o una felpa (quando il tempo non permette la maglia), scarpe da ginnastica e cappello da baseball.<br />
L&#8217;ultrà al tifo vocale affianca l&#8217;uso di tamburi, e i cori sono spesso presi da canti popolari e tradizionali rappresentativi della tradizione cittadina. L&#8217;ultras predilige il tifo all&#8217;inglese con battimani e cori incessanti e i testi dei cori sono spesso ricercati.<br />
Non sempre però è così e a volte, come nel caso dei Baresi, gli ultras fanno un tifo all&#8217;italiana, con tamburi e largo uso di fumogeni.<br />
La differenza tra gruppi ultras e ultrà si vede anche nel materiale prodotto, e nella fattura dei propri striscioni, quelli ultras sono più elaborati, studiati(Friulani al Seguito), quelli ultrà non badano spesso alla classe o alla fattura dei caratteri(il vecchio Ultrà Roma, o lo striscione Ultrà Lecce).</p>
<p>Spesso l&#8217;ultrà ha un legame viscerale con la propria squadra, mentre l&#8217;ultras vive la domenica con più spensieratezza e goliardia, e se l&#8217;ultrà quando è colto da euforia si lascia andare a estremizzazioni del tifo, come la &#8220;hola&#8221;, coinvolgendo tutto lo stadio, l&#8217;ultras con fare goliardico si lascia andare con cori senza senso, o mettendosi a dorso nudo anche sotto la pioggia.<br />
Per l&#8217;ultrà la squadra viene prima di ogni cosa, mentre l&#8217;ultras antepone il gruppo e l&#8217;amore per la propria curva alla squadra. Sostanzialmente, ma non sempre c&#8217;è anche la politica alla base della scelta del modo di essere, ed è normale che un ragazzo di destra prediliga di più un certo stile rispetto ad un&#8217;altro, mentre il giovane di sinistra non badi troppo allo stile ma più alla sostanza e al tifo.<br />
Gli ultras sono spesso precursori, proprio perchè badano ad uno stile, come nel caso delle sciarpe popular importate dall&#8217;inghilterra da laziali e veronesi, e che ora sono prodotte indistintamente da tutti i gruppi ultrà e ultras, così come per gli stendardi.<br />
Volendo stilare un tracciato relativo alle squadre di serie &#8220;A&#8221;, si potrebbero inserire nella categoria Ultras i laziali, i veronesi, gli udinesi, i comaschi, mentre tra gli ultrà gli empolesi, gli atalantini, i bresciani, i perugini e i granata mentre le altre tifoserie, o perchè troppo numerose (Juventus, Roma, Milan e Inter), e quindi con molte sfaccettature, o per altro non hanno una ben definita impronta.<br />
Con ciò non si vuole dire chi sia meglio e chi sia peggio, o chi sia più o meno tifoso, si tratta solo di una semplice analisi delle differenze tra le curve e i gruppi italiani. Questo non vuole essere un trattato, ma è solo una serie di considerazioni, tratte da esperienze del webmaster.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-763 size-full" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2013/10/vicenzalazioer9-e1411571436840.jpg" alt="vicenzalazioer9" width="380" height="257" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1227 size-full" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/irr-e1411570872855.jpg" alt="irr" width="380" height="259" /></p>
<p><img class="alignleft wp-image-1228 size-full" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/sciarpata-e1411570884273.jpg" alt="sciarpata" width="388" height="258" /></p>
<p><img class="size-full wp-image-1229 alignleft" src="http://www.ultraslazio.it/public/wp-content/uploads/2014/09/ultras.jpg" alt="ultras" width="367" height="424" /></p>
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