Amarcord

Messaggi ironici, pungenti, cattivi, a volte di pessimo gusto, ma siamo romani e… siam fatti così!!!

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Sui muri di Roma

Quante volte vi è capitato, in macchina o a piedi di soffermarvi a leggere delle scritte sui muri?
murales, messaggi d’amore, messaggi profondi, scritte incomprensibili, insulti a qualcuno, minacce o messaggi politici. Tra queste, capita di trovarvi i messaggi lasciati dagli Ultras della Lazio, alcuni ironici, altri pungenti, altri pesanti…
Non è un invito ad imbrattare la città, attenzione, è solo una constatazione di un fenomeno giovanile
che ha radici profonde sin dagli anni ’70… ma il vero precursore di tutto fu il Pasquino.

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Gli stendardi

Le bandiere a due aste, dette anche stendardi, prerogativa del tifo laziale, originali, fantasiosi, per i romanisti semplici stracci, sono messaggi d’incitamento alla squadra ma anche messaggi ironici e pungenti all’avversario.

European Tour

Foto dei Laziali in giro per gli stadi d’Europa al seguito dell’Aquila.
Dalla penisola Iberica alla Turchia, dai Mari del Nord a Cipro…

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Il Caffè Borghetti  – Tradizione Ultras

stadiofoto Cristiano Corsini
http://www.flickr.com/photos/corscri

La Storia del Caffè degli sportivi:
Il Caffè Borghetti (o Caffè sport Borghetti) è un liquore al caffè.
Fu ideato nel 1860 da Ugo Borghetti, proprietario di un bar chiamato “Caffé Sport”, in occasione della nascita della linea ferroviaria Pescara-Ancona. Inizialmente composto da una miscela di caffè e alcool servita ai viaggiatori della vicina stazione ferroviaria, venne successivamente raffinata la ricetta con una miscela di caffè Arabica e di Robusta. Borghetti iniziò a produrlo in grande quantità e venne distribuito dalla Carpano (quella torinese del vermouth) in tutta Italia. Anche l’etichetta con la quale sarebbe stato da llora a tutt’oggi imbottigliato venne disegnata dall’ideatore. Nel 1982 il 50% marchio venne acquistato dalla Distillerie fratelli Branca, che lo lanciò a livello internazionale e ne rilevò l’altra metà nel 2002. E’ in particolare diffusissimo negli stadi italiani, confezionato in appositi barattolini di plastica.
Curiosità: Ugo Borghetti è stato anche Presidente dell’Ancona Calcio nel 1912!

La ricetta:
Il liquore può anche venire preparato in modo casalingo e molte famiglie hanno una loro ricetta: non è infatti un distillato, ma un preparato miscelato in base alcolica.

Secondo una ricetta tradizionale, in una bottiglia da un litro si sciolgono 200 grammi di zucchero in 300 cl d’acqua tiepida, poi si aggiungono sette tazze di caffè ristretto e 300 cl di alcool puro. Si lascia riposare per 12 ore e quindi si aggiunge una piccolissima quantità di vanillina per dolci (quanto un chicco di riso) riempiendo la bottiglia con acqua fredda. Il liquore puo essere consumato dal giorno dopo.

Caffè e Tradizione:
Il Caffè Borghetti è una tradizione tipica degli stadi Italiani, sin dagli albori del calcio, essendo nato nel lontano 1860. Chi andando allo stadio, prima di varcare i cancelli non si è mai soffermato ad acquistarlo?

Chi non ha mai sentito il “bibitaro” urlare “arancio bira coca… caffè borghetti“…

Il Borghetti è il nostro caffè, è quel sapore che non può mancare la domenica pomeriggio, è quel sapore che calcio antico o calcio moderno ci sarà sempre…

Il Borghetti è “uno duemila tre cinquemilaaaaaa“…

Il Borghetti è quel barattoletto di plastica, decine, centinaia di barattoletti di plastica vuoti che tutti noi abbiamo preso a calci sul piazzale della nostra Curva Nord prima di entrare o appena usciti dallo stadio, gli dai un calcio per la rabbia di una partita di merda o per la gioia di una vittoria o un pareggio insperato, un calcio e lui vola via.

Il Borghetti è un tappeto di barattoli di plastica sotto al seggiolino… è un solo sorso e un lancio e via, e’ quel barattoletto di plastica che racchiude tutte le nostre sensazioni e i ricordi di centinaia di domeniche in Curva Nord!

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Il gioco più bello del mondo… dopo il calcio!

“Il Subbuteo è stato inventato nel 1947 in Inghilterra dall’ornitologo Peter Adolph, che riprese un gioco esistente già dagli anni Trenta, il Newfooty, creato dal connazionale W.L. Keelings.
Le innovazioni principali di Adolph riguardarono i materiali utilizzati per le basi e l’introduzione degli omini a impersonare i calciatori. Il successo fu travolgente, in Europa e in Nord America.
Negli anni Settanta si vendono milioni di confezioni.
Negli anni Novanta la Subbuteo viene rilevata dal colosso Hasbro. Ed è Hasbro che nel 2000 decide di sopprimere la produzione: l’azienda considera il gioco perdente davanti al videogame di tema calcistico.
Per due anni in Italia il gioco sopravvive grazie alla licenza concessa da Hasbro all’importatore, la ditta Parodi di Genova, poi la licenza viene ritirata e il gioco scompare per sempre dagli scaffali.

Particolare curioso: a decretare la fine del Subbuteo fu Paul Wolfowitz, allora amministratore della Hasbro, divenuto poi il viceministro della Difesa di George W. Bush, e uno degli ideatori dell’operazione Iraq Freedom.”

Scarica il Regolamento ufficiale del Subbuteo.
Visita il sito ufficiale Subbuteo Italia.
Visita il sito ufficiale della Lazio Subbuteo.garland_logo

Squadre e Accessori:
La scatola base (più economica rispetto alle fornite edizioni deluxe) contiene generalmente solo gli accessori strettamente utili a disputare una partita, come un panno verde rappresentante il terreno di gioco, le porte, i palloni e due squadre generiche (la “squadra rossa” e la “squadra blu”). Ma è possibile, grazie ai centinaia di accessori disponibili, trasformare il tavolo in un vero e proprio stadio, con tribune piene di spettatori, tabellone segnapunti, recinto per il campo, panchine, riflettori per “partite notturne”, telecamere della Pay TV, miniature rappresentanti le tipiche figure presenti a bordo campo (raccattapalle, poliziotti, allenatore, riserve in tuta). Il Subbuteo è famoso anche per la vastissima disponibilità di squadre con maglie reali, sia nazionali che di club, dai nomi più usuali come Spagna o Juventus a quelli unici come Falkirk o Jugoslavia. Questa ricchezza di materiale spinge gli appassionati al collezionismo (oggi i prezzi per i pezzi più rari sono altissimi:una squadra può anche superare i 300 euro) e molti di essi sono, più che giocatori, collezionisti. Originariamente le divise dei calciatorini erano dipinte a mano e molti giocatori le personalizzavano, aggiungendo numeri e particolari tipici delle casacche ufficiali; successivamente sono state messe in commercio squadre con figurini e divise intercambiabili e riproducenti le fattezze dei giocatori delle reali squadre di calcio.

Diverse Lazio, di diversi periodi e qualche immagine sul subbuteo

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